BESTEMMIA

L'etimologia della parola bestemmia è da ricondursi al greco e più precisamente a due parole: βλάπτειν (bláptein) = "ingiuriare" e φήμη o φάμα (phếmê o pháma), da cui βλασφημία (blasfemìa). Quindi, ingiuriare, offendere, calunniare,  la reputazione. In una sola parola: diffamare. La cosa più grave è che questo oltraggio viene rivolto verso la Divinità. Quindi, il bestemmiatore, o è un individuo talmente diabolico, scellerato, malvagio, irriconoscente e stupido da volersi rivoltare apertamente contro la Divinità, o è un individuo talmente superficiale da lasciarsi andare a tale abominevole pratica per pessima abitudine, oppure è un miscredente che vuole sfogare le proprie frustrazioni ricorrendo a questo empio stratagemma infischiandosene di offendere, quantomeno, i credenti che lo ascoltano. Peraltro, in Italia, la bestemmia, anche se depenalizzata, è (per fortuna, ancora oggi) sanzionata dall'art. 724 del codice penale: "Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 51 a € 309. La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti".  

2 commenti:

katadimma ha detto...

La parola denota un'ingiuria, una calunnia, oltre che alla divinità anche, nel linguaggio laico, a persone, ad es. "Quel che dici è una bestemmia". Nella definizione e nell'etimologia si deve distingauere tra il "vero" e il "logos" da una parte ed il commento storico-sociale che attiene al momento storico ed alla sensibilità umana. Come nel giornalismo si deve, per quel che si può, separare notizia da commento, nella lingua è auspicabile separare definizioni ed etimo da commenti altri, che andrebbero indicati al massimo come note dell'autore

Vittorio Daniele ha detto...

Gentile Katadimma, concordo sul fatto che la parola in questione possa essere usata anche in ambito laico, ad esempio come sinonimo di oltraggio, di calunnia o di assurdità. Ma questo "utilizzo laico", a mio avviso è residuale rispetto a quello che attiene alla sfera religiosa. Concordo, altresì, che in questo post, mi sono lasciato prendere la mano, soffermandomi, più del solito, sulla parte della chiosa personale (la cui evidenza è tale che mi era sembrato superfluo indicarla separatamente come nota o commento dell'autore). D'altronde, i post di questo blog sono strutturati in modo da contenere una prima parte che contiene lo studio etimologico, seguita a volte da una seconda che contiene uno spunto, una chiosa dell'autore.
Inoltre, come già ricordato, la finalità del blog non è quella di sostituirsi ad un dizionario o ad un'opera giornalistica: nasce semplicemente dalla passione di gente comune (né letterati, né linguisti, né accademici) per le origini della lingua italiana.
Pertanto, ci perdoni se, ogni tanto, lasciandoci trasportare dalla passione, amiamo condire i nostri post anche con commenti storico-sociali e spunti personali