NOME

L'etimologia del termine nome non è molto chiara, esso presenta, infatti, la stessa radice in quasi tutte le lingue indoeuropee, non permettendo di avanzare delle ipotesi precise sulla sua origine.
Analizzando più da vicino il corrispondente greco e latino di nome possiamo, però, cogliere alcune sfumature di questo interessante lemma.
La ricerca delle origini di ὄνομα (onoma) trova risonanza negli scritti dello stesso Platone il quale ipotizza addirittura che esso derivi dalla contrazione di un'intera proposizione "ou hou masma estin" che significa "ente di cui si fa ricerca", interpretazione curiosa ma screditata dalla diffusione indoeuropea e non solo ellenica della radice nomn-
Per quanto riguarda nomen, invece, è interessante notare l'assonanza con numen, termine latino utilizzato per definire in generale la potenza divina immanente in tutta la realtà.

A modesto parere di chi scrive, è più rilevante capire la fonte dell'interesse per l'origine di questo termine che trovare una risposta scientifica.
Dare un nome alla realtà è un atto qualificante della stessa esperienza umana, significa identificare ciò che abbiamo davanti, quasi crearlo e, non a caso, ai nostri meccanismi mentali basta anche solo il nome di un oggetto o meglio ancora di un soggetto per capire di cosa/chi si parli a prescindere dal soggetto stesso del pensiero (ad esempio se penso ad una penna, non devo per forza avere in mente una specifica penna, ma basta il nome per capire che è un oggetto che serve per scrivere, fatto in un certo modo ... e l'esempio si presta ancora meglio se prendiamo in considerazione un nome proprio).
Da questo punto di vista dovrebbe essere più chiaro il riferimento alla traduzione latina, infatti, quando gli antichi si sono trovati di fronte alla necessità di identificare la potenza divina l'hanno semplicemente e sorprendentemente chiamata "nome", mostrando una profonda comprensione della potenza creativa di questa semplice parola, che esprime un concetto talmente vasto, dal quale è quasi impossibile non essere affascinati, ma che probabilmente non sarà destinato ad essere spiegato del tutto.

1 commento:

Vittorio Daniele ha detto...

Genesi, capitolo 2°: 19 "Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome."