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FARABUTTO

 L'etimologia della parola farabutto offre due interpretazioni altrettanto plausibili e valide:

- dallo spagnolo faraute, a sua volta dal francese hèraut = araldo, messaggero, mediatore; da cui,  nel  XVIII secolo la locuzione dialettale napoletana frabbotto/frabbutto, che acquista accezione dispregiativa significando mezzano, imbroglione, persona di malaffare

dall'olandese vrij-buiter da cui l'inglese freebooter  = bottino libero, col significato di filibustiere, canaglia, mascalzone...

Anche nel linguaggio corrente ha prevalso la connotazione fortemente negativa tant'è che l'epiteto di farabutto è utilizzato per indicare  uomo (non esiste una declinazione al femminile) spregevole, sleale e senza scrupoli.

EQUIVOCO

L'etimologia della parola equivoco, non lascia spazio ad equivoci... Si ricollega, senz'altro, al latino aequus = uguale + vocare = chiamare. In pratica, gli equivoci, cioè le "parole uguali", vale a dire ambivalenti, ambigue, che offrono diverse possibilità di interpretazione, oppure intere frasi equivoche, cioè passibili di diverse interpretazioni, possono generare errori nella comunicazione con conseguenze non sempre banali.                   

Nella lingua italiana esistono parole che si prestano, di per sé stesse, ad opposta interpretazione. Questo fenomeno viene chiamato "enantiosemia".

Ecco alcuni esempi di "enantiósemi", cioè parole che hanno in sé significati antitetici:

feriale può significare sia festivo (come in periodo feriale, cioè delle ferie) sia lavorativo (come in giorni feriali, cioè "giorni di lavoro");

ospite può significare sia chi ospita sia chi è ospitato;

spolverare può significare sia toglier la polvere (come in spolverare un mobile) sia mettere la polvere (come in spolverare un dolce di zucchero);

tirare può significare sia lanciare via (come in tirare un sasso) sia attrarre a sé (come in tirare a sé il tavolo);

affittare può significare sia dare in affitto sia prendere in affitto;

pauroso può significare sia che ha paura (come in persona paurosa) sia che incute paura (come in storia paurosa);

curioso può significare sia persona che suscita curiosità sia persona che prova curiosità.

ORIZZONTE

L'etimologia della parola orizzonte si riallaccia al latino horīzon -ontis, a sua volta dal greco ὁρίζων -οντος (orizon-orizontos), participio presente del verbo ορίζειν = delimitare. Dalla stessa radice, la parola greca όρος (όros) = confine. In realtà, ὁρίζων sottintende un'altra parola,  κύκλος (ciklos) = cerchio, circolo, in modo che la combinazione dei due termini letteralmente significa "cerchio estremo", alludendo alla linea a forma di arco di cerchio in cui, sembra che cielo e terra o cielo e mare si sfiorino.
Trattandosi di un'immagine altamente evocativa di simboli archetipici quali il Cielo, la Terra, il Mare, quella dell'orizzonte è stata utilizzata spesso in ambito poetico con grande efficacia: 

"Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude." 
(L'infinito - G.Leopardi)

In senso ampio, la parola orizzonte è attualmente utilizzata anche come sinonimo di prospettiva progettuale, panorama, prospettiva.

FASE

L'etimologia della parola fase è riconducibile al greco antico ϕάσις (phásis) = apparizione», a sua volta dal verbo ϕαίνομαι (pháinomai) = mostrarsi, apparire. Fase, pertanto, significa originariamente "ciò che si mostra, ciò che si presenta" in un determinato momento. In senso comune, la parola fase indica  un periodo, caratterizzato da un cambiamento rispetto a un periodo o stato precedente, e, in genere, ciascuno dei vari momenti di uno sviluppo storico, biologico, chimico, meccanico.

INVIDIA

L'etimologia della parola invidia ci riporta al latino, precisamente all'unione tra il prefisso in = sopravĭdēre = guardare. Letteralmente, guardare sopra; più liberamente, guardare con astio, guardar male... Infatti, l'invidia altro non è che quel sentimento di fastidio e di ostilità gelosa nei confronti di chi si ritiene abbia migliori qualità o più grandi ricchezze oppure nei confronti di chi è, a torto o a ragione, maggiormente apprezzato e stimato. Spesso l'invidia è correlata al timore di non poter raggiungere ciò che si desidera. In ambito religioso, l'invidia è uno dei sette peccati capitali contro la Carità che, nelle forme più accese, può associare all'odio anche il desiderio di distruzione. Viene sùbito in mente, il racconto biblico del primo omicidio dell'umanità, compiuto da Caino contro il fratello Abele, nei confronti del quale il fratricida nutriva un fortissimo sentimento di invidia dal momento che i doni di Abele erano più graditi al Signore rispetto ai suoi.

ARDERE

L'etimologia della parola ardere deriva dal latino ardēre = bruciare, dare a fuoco, a sua volta dalla radice indoeuropea as- = abbrustolire ( in sanscrito ritroviamo la parola âsa = cenere). A tale radice può ricondursi anche il verbo latino arère, da cui aridus = reso secco (dal calore, dal fuoco).
Il verbo ardere può essere usato in modo transitivo, ad esempio "ardere la legna" cioè bruciare la legna oppure in modo intransitivo, ad esempio "ardere d'amore" cioè essere infiammato, essere totalmente preso dall'amore. 

DONARE

L'etimologia della parola donare si ricollega alla parola dono dal latino dōnum (o, più arcaicamente, dànum) a sua volta dalla radice indoeuropea dâ- (vedi il sanscrito dâna = dono). Donare significa, quindi, dare gratuitamente, senza pretendere alcun compenso attuale o alcuna ricompensa o restituzione futura. Donare è l'atto di liberalità e di magnanimità per eccellenza. Si può donare un oggetto, un bene, denaro, un immobile, etc.. Si può donare anche il proprio tempo o la propria vita..