La parola italiana inflazione è un termine tecnico-economico di formazione recente, ma la sua radice affonda in un patrimonio linguistico millenario che risale al protoindoeuropeo. Il vocabolo designa oggi, in economia, l’aumento generalizzato e prolungato del livello dei prezzi, con conseguente perdita del potere d’acquisto della moneta; tuttavia, il suo significato originario era ben più concreto e fisico: «gonfiamento», «rigonfiamento», «atto del soffiare dentro».
In italiano, inflazione è un sostantivo femminile, attestato in senso economico a partire dal XX secolo, ma presente già in testi medici e tecnici con il significato di «gonfiore», «rigonfiamento» (specialmente in riferimento a parti del corpo). Secondo il Dizionario etimologico della lingua italiana (DELI) di Manlio Cortelazzo e Paolo Zolli, e il Grande Dizionario della Lingua Italiana (GDLI), la parola è un derivato dal latino inflatio, -ōnis, passato attraverso il francese inflation e l’inglese inflation, prima di stabilizzarsi nella forma italiana attuale. La forma latina da cui deriva direttamente inflazione è īnflātiō, īnflātiōnis (femminile, terza declinazione), che significa propriamente «gonfiamento», «rigonfiamento», «atto del soffiare dentro», e in senso figurato «vanagloria», «presunzione», «orgoglio eccessivo». Questo sostantivo è formato sul participio passato īnflātus del verbo īnflāre, a sua volta composto da: in- (prefisso che indica «dentro», «verso l’interno») e flāre («soffiare», «emettere aria», «gonfiare»). Dunque, in-flāre = «soffiare dentro», «insufflare», «gonfiare con aria». In latino classico, inflare era usato sia in senso concreto (es. inflare tubam, «soffiare nella tromba»; inflare velum, «gonfiare la vela») sia in senso metaforico (inflare animum, «gonfiare l’animo», cioè «insuperbirsi», «vaneggiare»). Il sostantivo inflatio compare in testi medici (per indicare gonfiori corporei) e retorici (per indicare l’enfasi eccessiva del discorso). Il verbo latino flāre («soffiare») è centrale in questa catena etimologica. Deriva, secondo la ricostruzione comparativa delle lingue indoeuropee, da una radice protoindoeuropea (PIE) indicata come *bhlē- o *bhle-, con il significato di «soffiare», «gonfiare», «emettere aria». Questa radice è documentata in numerosi lessici etimologici specialistici, tra cui:
Julius Pokorny, Indogermanisches etymologisches Wörterbuch (IEW);
Michiel de Vaan, Etymological Dictionary of Latin and Other Italic Languages;
American Heritage Dictionary of Indo-European Roots;
Etymonline (basato su Watkins e altri).
La radice *bhlē- ha dato origine, nelle varie lingue figlie, a forme con esiti fonetici diversi:
- In germanico: antico inglese blāwan, inglese moderno blow («soffiare»);
- In baltico: lituano bliauti («muggire», «ruggire»);
- In slavo: russo blevat’ («vomitare», in origine «rigettare con forza»);
- In greco antico: phléō («essere pieno», «ribollire», «gonfiarsi»);
Il termine economico inflazione non è entrato in italiano direttamente dal latino, ma attraverso la mediazione dell’inglese inflation e del francese inflation. In inglese, inflation è attestato dal XIV secolo con il significato medico di «gonfiore», «flatulenza», e solo nel XIX secolo (1838, in americano) assume il senso economico di «aumento dei prezzi per eccesso di moneta in circolazione». L’italiano ha quindi preso in prestito il termine già specializzato in senso economico, adattandolo alla fonetica e morfologia italiana (inflation → inflazione).
È interessante notare come il significato economico di «inflazione» sia una metafora perfettamente coerente con l’etimologia: così come un palloncino si gonfia d’aria diventando più grande ma più «vuoto» dentro, così i prezzi si «gonfiano» mentre il valore reale della moneta si assottiglia.

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