DESTINO

L'etimologia della parola destino si ricollega alla radice indoeuropea sta-, da cui il greco ἵστημι (istemi) = io sto. Dalla stessa radice il latino de-stinare  (prefisso de + stinare, forma allungata di stare). Letteralmente quindi, il destino è l'esito finale di un avvenimento che "sta", che "si trova" sin da ora prestabilito, prefissato, necessariamente determinato secondo una successione temporale di eventi intermedi, determinati, a loro volta dalla concatenazione di cause e di effetti.
Il concetto di destino (a differenza del concetto di "fato"), nonostante lo si intenda come determinato da forze naturali o soprannaturali che sfuggono  al pieno controllo umano, tuttavia lascia all'uomo un margine di modificabilità per mezzo della volontà e della ragione, restituendogli la dignità di creatura libera.

FERRAGOSTO

L'etimologia della parola ferragosto si ricollega all'espressione latina Feriae Augusti, festività istituita dall'imperatore Augusto nel 18 a.C. in aggiunta ad altre festività cadenti nello stesso mese, come i Vinalia rustica, i Nemoralia o i Consualia. In realtà, le feriae augusti fungevano da raccordo per queste festività legate al mondo agricolo ed alle sue divinità, consentendo ai lavoratori dei campi di riposare per un periodo sufficientemente lungo dopo aver lavorato duramente nella stagione estiva. Durante queste feste si organizzavano corse di cavalli, mentre anche gli animali da tiro come buoi, muli ed asini, venivano fatti riposare. Con l'avvento del cristianesimo, la festa pagana venne trasposta al 15 agosto ed assorbita dalla festa dell'Assunzione. Tuttavia, nel corso dei secoli il ferragosto ha sempre mantenuto anche una connotazione "pagana". Infatti, mentre in passato era consuetudine da parte dei proprietari terrieri e delle autorità laiche e religiose elargire doni e mance ai lavoratori rurali in cambio dei loro omaggi, invece nei tempi moderni, il ferragosto è inteso comunemente come il giorno festivo da dedicare alla classica gita familiare fuori porta.

TROGLODITA

L'etimologia della parola troglodita si riconduce all'unione di due parole del greco antico cioè τρώγλη = caverna + δύω = penetro in un luogo, da cui τρωγλοδύτης = cavernicolo, primitivo...
Anticamente, il lemma trogloditi era usato per indicare varie popolazioni nomadi dell'Asia che utilizzavano grotte e caverne come abitazioni. 
In senso figurato, il termine troglodita è attualmente utilizzato, in senso prettamente dispregiativo, come sinonimo di persona incivile, arretrata, cafona, ignorante, rozza...

PREGHIERA

Partiamo dalla radice indoeuropea prach- (che ritroviamo nel sanscrito pracchāti = domandare, chiedere) per giungere al latino prex (genitivo, precis). 
In seguito, dal latino popolare precaria, sostantivazione femminile dell’aggettivo precarius = "ottenuto con preghiere", si arriva al provenzale preguiera da cui l'italiano preghiera.
Come si evince dalla sua etimologia, la parola preghiera è strettamente legata all'atto di chiedere, di domandare. Certamente pregare implica, primariamente, mettersi in relazione con la divinità. Tuttavia, non tutte le preghiere sono di pari livello: nella misura in cui si avanzano i propri "desiderata", si spera di piegare la volontà divina alla nostra; raramente, al contrario, si chiede di ricevere la forza di adeguarci noi alla volontà divina ("sia fatta la Tua volontà come in cielo così in terra...") o si prega senza chiedere nulla di particolare, semplicemente appagati di stare misticamente alla presenza del Divino.

CERCARE/RICERCARE

L'etimologia della parola cercare si riallaccia al latino circum = attorno (da cui anche il tardo latino circare = andare intorno). Anche la parola ricercare riconduce all'identica etimologia con l'aggiunta del prefisso intersivo/rafforzativo ri- che indica intensità e perseveranza nell'azione volta alla scoperta o al ritrovamento dell'oggetto di ricerca. Cercare o ricercare qualcosa significa letteralmente  delimitare con un cerchio, circoscrivere uno spazio, un ambito entro cui far confluire lo sforzo, entro cui canalizzarlo in modo da evitarne la dispersione e da ottenere più efficacemente il risultato prefisso.
Il noto detto "Chi cerca trova" può essere quindi tradotto etimologicamente con "Chi fa cerchi trova" cioè chi circoscrive volta per volta il suo ambito di ricerca ottiene maggiori possibilità di trovare...

CAMPIONE

L'etimologia della parola campione si ricollega al latino campus = arena, campo di battaglia, che si ritrova, in seguito, nel tedesco kampf = combattimento, lotta, battaglia. I campioni erano i combattenti migliori che si affrontavano in campo in rappresentanza di una terza parte o dei propri eserciti. Spesso, così, venivano evitate carneficine di proporzioni enormi, schierando in campo soltanto i propri campioni.
Il termine che ha, pertanto, origini,  militari e cavalleresche, in epoca contemporanea è stato acquisito, in ambito sportivo, per indicare un atleta o una squadra che abbia dimostrato di eccellere sugli avversari, oppure, in abito commerciale, per indicare un campione merceologico, cioè una piccola quantità di prodotto in rappresentanza dell'intera produzione, o, ancora, in ambito scientifico, una piccola quantità di sostanza su cui effettuare test , esami o esperimenti; infine, in ambito statistico, per campione si intende un gruppo rappresentativo su cui effettuare le indagini statistiche.

RAZZA

L'etimologia della parola razza è concordemente fatta risalire al francese antico haraz = allevamento di cavalli. Il termine haraz, a sua volta, risale all'idioma delle popolazioni normanne in epoca medievale; mentre, l''uso del vocabolo razza  si ritrova, sin dal Trecento, nei volgari italiani.
In effetti, la parola razza fu usata in origine per indicare un insieme di animali accomunati da caratteri ereditari omogenei. Solo successivamente fu riferita anche agli esseri umani.

Altre interpretazioni etimologiche della parola razza:
- dal latino radix = radice;
- dal latino ratio = genere, tipo;
- dall'arabo razz = piantare.

Nell'ambito dell' antropologia fisica dell'800 e del primo 900, si sviluppò il concetto di razze umane come  gruppi di popolazioni distinte da particolari caratteristiche fisiche come il colore della pelle, il colore ed il tipo di capelli, forma del viso, degli occhi, etc.. Tali distinzioni applicate alla specie umana hanno costituito il presupposto pseudoscientifico per una concezione delle razze.umane come gruppi umani isolati gli uni dagli altri dalle specifiche diversità etniche e, cosa ancora più grave, da porre in rapporto gerarchico secondo la contrapposizione di presunte razze superiori con presunte razze inferiori.