OPPORTUNO/OPPORTUNITA'/OPPORTUNISMO

L'etimologia della parola opportuno ci riporta al latino opportunus formato dalla particella ob = innanziavanti + portus = porto. In sostanza, un avvenimento o un fatto opportuno o, detto in un'unica parola, un'opportunità altro non vuole significare se non un'impresa "che va in porto", che riesce bene, che ha risultati positivi. Pertanto, sia l'aggettivo opportuno, sia il sostantivo opportunità sono termini presi in prestito dal linguaggio marinaresco, (entrambi rappresentando  la nave che, spinta dal vento in poppa, si dirige verso il porto più favorevole), ed, in seguito,  utilizzati comunemente nel linguaggio corrente. 
Sinonimi di opportuno sono: conveniente, favorevole, utile, giusto, idoneo, appropriato. Sinonimi di opportunità sono: occasione,  possibilità, condizione favorevole.
Identica etimologia presenta la parola opportunismo. In questo caso, il suffisso -ismo denota il significato negativo della parola: opportunista è chi è disposto,a qualunque costo, anche mostrando indifferenza verso ogni criterio etico e/o morale, ad approfittare della situazione favorevole per raggiungere gli obiettivi prefissi; per dirla etimologicamente, per "portare in porto" i piani che desidera realizzare a prescindere dalle proprie convinzioni e dalle proprie idee. Sinonimi di opportunista sono: profittatore, ipocrita, voltagabbana...

EQUILIBRIO

Equilibrio è veramente una parola molto bella e, parimenti, è bella ed interessante la sua etimologia. Infatti, l'etimo della parola equilibrio si ricollega all'unione di tue termini latini: aequus = uguale e libra  = bilancia. 
Immediatamente, questa etimologia ci riconduce all'idea di una bilancia sui cui piatti sono posti pesi uguali, in modo che i suoi bracci si trovino in posizione perfettamente orizzontale, posizione che indica il perfetto bilanciamento, cioè, appunto, l'equilibrio. 
E' spontaneo,inoltre, ricordare che quest'immagine della bilancia in equilibrio viene, un po' dappertutto, associata all'idea della giustizia tanto da diventarne il suo simbolo.
Equilibrio è sinonimo di stabilità, equanimità ed, in senso figurato di ponderazione, imparzialità, obiettività, equità nonché di misura e di controllo, tant'è vero che, comunemente, si definisce "squilibrato" chi non ha o chi ha perduto il controllo di sé e delle proprie azioni.

SILENZIO

L'etimologia della parola silenzio è dal ricondursi al verbo latino silēre = tacere, non far rumore, da cui il sostantivo silentium = assenza di rumori o di suoni. Andando più indietro nel tempo, ci riportiamo, secondo alcuni studiosi,  ad un'antica radice indoeuropea: si- = legare, che ritroviamo in alcune parole del sanscrito (ad esempio, si-nâmi = io lego). Se diamo per buona questa interpretazione (che, personalmente, trovo molto interessante), nell'idea del silenzio è insita l'idea del legare, dell'unire, cioè l'idea di creare un canale di comunicazione privilegiato. Tutte le religioni (religio = legame) consigliano, come esercizio spirituale, la pratica del silenzio. In effetti, il silenzio, in primis, crea un legame (permette una sorta di ri-sintonizzazione) con sé stessi, inducendo alla riflessione ed alla meditazione; riesce a creare un  legame (un canale di comunicazione ottimale) con chi ascoltiamo in silenzio; il  nostro silenzio ci rende molto più ricettivi nei confronti  dell'ambiente esterno. Infine, bellissima  l'immagine di due persone che riescono ad intendersi perfettamente con un solo sguardo, in assoluto silenzio.Tra loro non può che esserci un legame speciale...

GIULLARE e BUFFONE

Sebbene spesso usate come sinonimi, solo se risaliamo all'etimologia delle parole giullare e buffone, ne scopriamo qualche differenza.

L'etimologia della parola giullare si riallaccia al latino jocularis (a sua volta, da jocus) = giocoso, scherzoso, divertente... Il giullare (giocoliere) era un vero e proprio artista che frequentava le corti medioevali e rinascimentali per allietare il tempo libero dei sovrani e delle loro corti. Si trattava di attori, menestrelli, mimi, musicisti, acrobati, ballerini, cantastorie, istrioni etc. Alcuni dei quali possedevano effettivamente doti artistiche non indifferenti, tant'è che si sviluppò una vera e propria letteratura giullaresca.

L'etimologia della parola buffone si riallaccia al verbo buffare = soffiare, da cui buffa = burla, beffa, scherzo (cosa vana come un soffio di vento...)
Pertanto, mentre i giullari di alto livello potevano essere considerati persino dei veri e propri artisti, invece i buffoni rappresentano una categoria inferiore di intrattenitori che, essendo meno dotati di tecniche e di doti artistiche, ottenevano gradimento spesso sfruttando qualche loro deformità fisica.

Oggi il termine buffone (e più raramente il termine giullare) è utilizzato in senso fortemente offensivo per indicare persona inaffidabile, poco seria, cialtrona, fanfarona e voltagabbana.

TUGURIO

L'etimologia della parola tugurio ci riporta al verbo greco (σ)τέγω (stego) = coprire, riparare ed al suo derivato (σ)τέγαριον (stègarion) da cui, con la perdita del σ iniziale, il latino tugurium (varianti: tegurium,  o tigurium). Per tugurio si intende quindi, una copertura, un riparo estremamente semplice ma anche squallido ed angusto, spesso, se non totalmente privo, scarsamente arieggiato ed illuminato. Così da un'originaria indicazione di essenziale semplicità di questo riparo, detto tugurio, si è arrivati all'uso comune ed attuale del termine tugurio: una piccola abitazione in pessimo stato mancante di un minimo di comodità strutturali ma anche di un minimo di gradevolezza estetica, Insomma, una casupola, una baracca, una catapecchia, una stamberga.

AMULETO E TALISMANO

Sebbene la due parole amuleto e talismano vengano spesso usate come sinonimi, dal punto di vista etimologico hanno connotati diversi anzi, addirittura opposti.
Infatti, mentre l'etimologia della parola amuleto si riallaccia al participio passato amuletum, dal  verbo latino amoliri = allontanare, con allusione alle proprietà contro il male che la  superstizione attribuisce all'amuleto, invece l'etimologia della parola talismano si riconduce all'arabo telsaman o tilsaman, a sua volta, dal verbo greco τελε(ι)όω (teleo) = io consacro, da cui τελἐσμενα (telèsmena) = cose consacrate (agli idoli), cose che portano fortuna... Quindi, mentre l'amuleto ha una funzione essenzialmente protettiva nei confronti di quanto considerato negativo, invece il talismano, ha funzioni propiziatorie di ciò che è considerato come bene.

Piccola nota personale dell'autore (che esula dall'analisi etimologica):
La credenza superstiziosa in talismani ed in amuleti, dal punto di vista del Cristianesimo è da considerarsi vera e propria idolatria. Infatti, l'atto di affidare il proprio destino ad altri che non sia il Dio di Gesù Cristo, equivale ad invocare l'aiuto di poteri soprannaturali maligni, che, a tempo debito, chiederanno indietro il credito con interessi più che usurai.... Persino l'utilizzo di oggetti sacri riconducibili alla stessa religiosità,  se usati con intenzioni errate (ad esempio, come se fossero dei portafortuna...) può equivalere al rifiuto di uniformarsi alla Volontà del Dio-Padre rivelatoci da Gesù Cristo. 

CICISBEO

In effetti, cicisbeo è una parola un po' desueta, perché ai giorni d'oggi, cicisbei se ne incontrano pochi;. ma qualche damerino (sia pure in chiave moderna) si incontra ancora... L'etimologia di cicisbeo è unanimemente da ricondursi all'onomatopeico cicaleggio, chiacchiericcio, bisbiglio, del "cavalier servente". Questo personaggio, detto, appunto "cicisbeo" era, di solito, un gentiluomo che andava appresso ad una dama sposata (o, perlomeno, già impegnata), accompagnandola e proteggendola, nelle occasioni mondane. Tale ruolo fu in auge nel '700 e tramontò già nell'800 con l'avvento del romanticismo che non lasciava spazio a questa figura un po' "border-line" tra l'amante, l'amico fidato ed il servitore. 
Cicisbei famosi furono: Vittorio Alfieri nei confronti della marchesa Gabriella Falletti; Giovanni Verri, uno dei tre fratelli Verri, fu il cicisbeo di Giulia Beccaria ( le malelingue sostenevano, infatti, che fosse il padre naturale di Alessandro Manzoni).