ILLUDERE E DELUDERE

Sia la parola illludere (in + ludere), sia la parola deludere (de + ludere) si ricollegano senza dubbio al latino ludus = gioco, burla, scherzo, inganno.
Illudere esprime l'idea di "trarre in inganno". Mentre l''illusione può essere attuata oppure può essere subita, invece la delusione esprime una condizione essenzialmente passiva.
Nel momento in cui l'illusione, l'inganno.venisse scoperto, allora subentrerebbe la delusione cioè il disinganno, l'amara consapevolezza di essere stati coinvolti "in ludo", nel gioco ingannevole. De- (per alcuni, particella intensiva; a  nostro parere, particella che indica la fuoriuscita ... ) + ludere = uscire dal gioco ingannevole.
Ad ogni illusione, la relativa delusione.....Ad ogni illusore, il relativo deluso. 
Meglio rimanere nell'illusione o sopportare la delusione ? Questo è il problema....

FORSE

L'etimologia della parola forse è da ricondursi al latino fors = sorte, caso (interessante notare una certa  analogia col verbo ferre = portare, ed in senso più ampio, accadere, presentarsi...). L'avverbio forse, pertanto deriva dall'espressione "fors sit", letteralmente "sia il caso", più liberamente, "può darsi...(il caso)". Forse è espressione di dubbio e di incertezza; tuttavia, viene ossimoricamente utilizzata per formulare domande retoriche.le cui risposte sono assolutamente scontate e non lasciano spazio all'incertezza ....
Non è forse vero ?  ;-) 

QUARESIMA

L'etimologia della parola quaresima è da ricondursi al latino quadragēsĭma, forma femminile di quadragēsĭmus dies = quarantesimo giorno (prima di Pasqua). Si tratta del periodo penitenziale di purificazione che segue immediatamente il carnevale, dal "mercoledì delle ceneri" al "giovedì santo" (appunto quaranta giorni), caratterizzato dalla pratica del digiuno e dell'astinenza dalle carni, da altre mortificazioni e dai cosiddetti "esercizi spirituali", in preparazione della Pasqua.

SOLDI

L'etimologia della parola soldi, oggi generalmente usata al plurale, è da ricondursi al latino solĭdus (nummus) che era il nome nome di una moneta d'oro e successivamente  d'argento del tardo impero romano. Durante il periodo del tardo latino, solĭdus si trasformò in soldum, poi in  italiano soldo. Solĭdus (nummus) sta per moneta intera, moneta solida, in contrapposizione alla moneta spicciola. In epoca moderna, fino agli inizi degli anni '40, in Italia il soldo corrispondeva alla ventesima parte della lira (i "cinque centesimi"). Ai nostri giorni, la parola soldi è utilizzata quale sinonimo di denaro,  di valuta, di moneta, oppure quale sinonimo di ricchezza ("avere i soldi" sta per essere ricco o, perlomeno, benestante). Usata al singolare, la parola soldo si ritrova in espressioni quali " stare al soldo" = stare a libro paga, stare alle dipendenze o "non avere un soldo" = essere privo di denari, essere al verde...

SCELTA

L'etimologia della parola scelta, participio passato sostantivato del verbo scegliere, si ricollega al verbo latino ex-eligere. Ex = da + eligere = selezionare, preferire. Infatti. scegliere significa decidere cosa o chi va selezionato e preferito rispetto ad altro/altri che costituiscono "l'ex" rispetto al quale effettuare la scelta. In ogni scelta, pertanto, è insita una rinuncia, come recita il noto brocardo...E non solo, ogni scelta, se autentica, è anche un atto di libertà e di responsabilità e viceversa: un atto di libertà e di responsabilità non può non configurarsi che come autentica (libera) scelta. 

PACCHIA

L'etimologia della parola pacchia è da ricondursi al verbo pacchiare, ormai desueto. Pacchiare significa "mangiare con ingordigia", abbuffarsi, ed in senso figurato, è sinonimo di vita comoda, vita facile e senza preoccupazioni o fatiche, cuccagna, bengodi...

Altre ipotesi etimologiche della parola pacchia:

  • dal termine medievale pacho (maiale all'ingrasso): il pacchio o la pacchia indicano un animale grasso e succulento;
  • dal latino pabulum =  pascolo: per cui, la pacchia indicherebbe la condizione di spensieratezza e di comodità di chi dispone di tutto il cibo che vuole;
  • dall'aggettivo latino patulum = ampio, aperto, largo, ed, in senso lato, accessibile a tutti, volgare. Infatti, secondo questa'ultima interpretazione etimologica anche il termine pacchiano (cioè di cattivo gusto, volgare) avrebbe in comune la stessa etimologia di pacchia.

PIACERE

L'etimologia della parola piacere, dal latino placēre = (come in italiano) sensazione gradevole determinata dall'appagamento di desideri o bisogni fisici, psicologici, morali o spirituali, apparentemente potrebbe apparire banale e tautologica. Se consideriamo però la radice plac- (che ritroviamo anche nella parola plac-are, cioè rendere piano, rendere liscio, in senso figurato facilitare), intuiamo che la parola piacere ha a che fare con l'idea di una situazione appianata, resa liscia, per così dire, agevolata, facilitata. L'idea stessa di "allisciamento" ci rimanda a quella di carezza, che per antonomasia è un atto che, normalmente, produce sensazione gradevole in chi lo riceve.  Insomma, il piacere altro non è che la gradevole sensazione liberatoria derivante dall'appianamento della tensione scaturita dal bisogno/desiderio, una volta che esso viene appagato.