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MATTINO - MATTINA - MATTINATA

L'etimologia dei sinonimi mattino, mattina e mattinata si riallaccia al latino (tempus) matutinus cioè (tempo) del mattino, (hora) matutīna cioè (ora) del mattino. La parola  latina "matutīna" si riferiva a Matuta, dea romana associata all'alba e al primo mattino. Nella mitologia romana, Mater Matuta (in italiano Madre Propizia) era la dea del Mattino o dell'Aurora e, quindi, protettrice della nascita degli uomini e delle cose. Più tardi fu associata alla dea greca Eos, meglio nota come Aurora. A sua volta, l'etimologia del nome Matuta, alquanto incerta, potrebbe derivare dall'indoeuropeo "mā-tu-to‑", cioè mattiniero, mattino, oppure da "mā-tu-ro‑" cioè maturo, pronto per il raccolto. Per questi motivi, le parole (hora) matutina o (tempus) matutino furono utilizzate per descrivere l'arco della giornata durante il quale Matuta era venerata. Nel corso del tempo, il significato di "matutinus" si è evoluto per includere non solo il momento in cui si venerava la dea, ma anche, più genericamente, il periodo di tempo compreso tra la mezzanotte e il mezzogiorno. In italiano, "mattinata" è diventato un termine comune per descrivere questa prima parte della giornata quando il sole sorge e il giorno inizia a prendere forma. Infatti, nel corso dei secoli, il termine "matutīna" è diventato "mattina". Oltre al significato temporale e simbolico, la parola "mattina" ha anche un significato emotivo e psicologico: essa è spesso associata a un momento di nuovo inizio, di freschezza e di energia. Per molte persone, la mattina rappresenta un momento di riflessione, di meditazione e di concentrazione, prima di affrontare le attività quotidiane. 


Statuina della Mater Matuta (II secolo a.C.)
(fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Mater_Matuta)

ANNA

L’etimologia del nome Anna si riallaccia all’ebraico חַנָּה (Channah o Hannah) che significa "grazia" o "favore". Nell’Antico Testamento, Hannah era una donna molto devota e fedele, che pregava instancabilmente per avere un figlio. La sua preghiera venne infine esaudita, così diede alla luce Samuele, che divenne uno dei più importanti profeti d'Israele. Hannah è descritta come una donna molto coraggiosa e devota, e il suo nome divenne sinonimo di bellezza interiore eamorevolezza. Anche nel Nuovo Testamento, troviamo un personaggio di nome Anna, l'anziana profetessa di Gerusalemme che, assieme a Simeone, riconobbe in Gesù bambino il Messia. Secondo una tradizione più tarda rispetto ai Vangeli, la madre di Maria aveva come nome Anna; ciò contribuì in maniera rilevante alla diffusione di questo nome durante il medioevo. Altri studiosi sostengono che Anna sia una forma del nome greco Ἄννα (Anna) che significa "favorita", ma sicuramente la lingua greca mutuò il nome Ἄννα dall’Hannah ebraico. Nel corso dei secoli, il nome Anna è stato adottato da molte culture diverse, e ha assunto molte forme in molte lingue diverse. In francese, il nome si è evoluto in francese in Anne, Hannah, Anaïs; in inglese in Hannah, Anna, Ann o Anne; in tedesco in Hanna, Hannah, Hanne; in arabo in آنا; in spagnolo in Ana etc. Il nome Anna, che ha la particolarità di essere palindromo, cioè non cambia se viene letto in uno o nell'altro senso, è stato il secondo nome più diffuso in Italia nel XX secolo e tra i più diffusi anche nel XXI secolo.  L’onomastico viene festeggiato il 26 luglio, in memoria di Sant'Anna, madre della Madonna. Diminutivi e vezzeggiativi del nome Anna: Annarella, Annetta, Annina, Annuccia, Anni, Annj, Anny, Annie… Al nome Anna viene associato il colore bianco, simbolo di purezza e di perfetto.equilibrio.

ANTONIO

L'etimologia del nome Antonio ci riporta al latino "Antonius", un nome comune nell'antica Roma  derivato dalla radice "anton-" di origine probabilmente etrusca che significa "inestimabile, prezioso, degno di onore". Dal Rinascimento, questo nome è stato arbitrariamente accostato all'etimo greco άνθος (ánthos) cioè "fiore", da cui discende invece il nome Anto. Il più famoso portatore del nome è stato Marco Antonio, generale e amante di Cleopatra nella vita di Cesare, ma ci sono stati molti altri personaggi storici e letterari noti con questo nome, come Antonio Ponz, Antonio de Ulloa, Antonio Machado, Antonio Vivaldi, Antonio Gramsci e molti altri. Oggi è ancora un nome popolare in molte culture e lingue, tra cui italiano, spagnolo, portoghese e in molte altre lingue. Il nome Antonio è anche associato a Sant'Antonio, un santo molto venerato nelle chiese cattoliche e ortodosse. Sant'Antonio fu un monaco e prete francescano, noto per la sua vita ascetica e per i suoi miracoli. Il giorno del suo onomastico è il 13 giugno e in molti paesi ci sono celebrazioni e feste in suo onore. In molte culture Sant'Antonio è venerato come il santo degli animali e dei bambini smarriti. Inoltre, è considerato il protettore degli sposi, degli affari e della buona fortuna. Oggi è un nome comune anche nei paesi di lingua inglese, portoghese, spagnolo ed italiano; infatti, essendo un nome di origine latina, è molto diffuso in tutta Europa, America Latina, Africa e Asia. In alcuni paesi, come l'Italia, il nome Antonio è stato uno dei nomi più comuni per molti secoli e ancora oggi è molto popolare. In altri paesi, come gli Stati Uniti, il nome Antonio è stato introdotto da immigrati di origine latina e anche lì è molto diffuso. Il colore che viene associato al nome Antonio è il giallo, indica la gioia, l'energia, positività e la felicità, la pietra preziosa associata a questo nome è il topazio, una pietra portafortuna, simbolo della saggezza e della generosità. Varianti del nome Antonio: Toni, Tonuccio, Tonino, Totò etc. Al femminile: Nina, Antonina, Antonita, Antonella, Tonia.

MARIA

L'etimologia del nome Maria ci riporta all'ebraico מִרְיָם (Miryam), nome femminile molto antico e diffuso nell'Antico Testamento, in seguito assorbito dal greco come Μαριαμ (Mariam) o come Μαρία (María) ed, infine dal latino Maria. Il nome originale ebraico è composto dalle due radici "m-r" che significa "amare" e "-y-m" che significa "Dio", quindi il significato del nome originale ebraico è "amata da Dio" o "ambita da Dio". Vi sono, invero, altre interpretazioni etimologiche, più o meno plausibili: una per tutte è indicata da alcuni rabbini che fanno derivare il nome Miryam dalla radice ebraica "mrr" = "essere amaro". Questa soluzione etimologica è fondata sull'ipotesi che a Maria, sorella di Mose`, fu dato questo nome perché, quando nacque, il Faraone iniziò a rendere amara la vita degli Israeliti , e prese la decisione di uccidere i bambini ebrei. Nell'Antico Testamento, Miriam è la sorella di Mosè e Aronne, una leader spirituale e profetessa del popolo ebraico. Nel libro dell'Esodo, Miriam è descritta come una cantante e danzatrice che celebra la liberazione del popolo ebraico dall'Egitto e in alcuni passi dell'Antico Testamento, Miriam è descritta come una profetessa, una leader spirituale e una guida per il suo popolo. Nel Nuovo Testamento, Maria è la madre di Gesù e figura centrale nella narrazione della vita di Cristo. È descritta come una donna virtuosa, fedele e devota, scelta da Dio per diventare la madre del Suo Figlio. Maria è una donna umile e fedele, che accetta con fede e obbedienza la volontà di Dio per la sua vita. Nel corso dei secoli, il nome Maria è stato tradotto in molte lingue e ha dato origine a molte varianti. Nel mondo cristiano, Maria è venerata come la Madre di Gesù e la Vergine Maria è una figura importante nella devozione popolare e nell'arte cristiana, rappresentata spesso in dipinti, sculture e icone. La devozione mariana è una caratteristica rilevante del cristianesimo cattolico e ortodosso, e Maria è venerata come colei che intercede presso Dio e come esempio di fede e devozione. Esistono molte varianti del nome Maria in tutto il mondo, in molte lingue e culture diverse. In molte lingue europee, come tedesco, francese, inglese, spagnolo e italiano, esistono varie forme del nome, come Marie, Mary, Maria, Mariah, etc. Esistono molte varianti del nome Maria anche in molte culture e lingue non europee, come Maryam in arabo, Mariam in armeno, Mariya in russo, e così via. L'onomastico per la Chiesa cattolica si festeggia il 12 settembre, giorno della festa del Santissimo Nome di Maria, oppure l'8 settembre, festa della Natività della Beata Vergine Maria, o ancora il 22 agosto, festa della Beata Vergine Maria Regina. Nella Chiesa ortodossa si festeggia invece il 15 agosto (Dormizione di Maria) e l’8 settembre (nascita di Maria). Fra le numerosissime forme diminutive e vezzeggiative femminili: Mariella Marietta Mariettina Mariolina Mariola Mariuccia Mariuccella Mariuccina Mariuzza; Mari Marion Mariù Mary.

GIUSEPPE

L'etimologia del nome proprio Giuseppe ci riporta all'ebraico יוֹסֵף‎ (Yosef), basato sul verbo yasaph, che significa "Dio aumenterà" o "Dio aggiungerà". Il nome è composto dalle due parole ebraiche yoshef che significa aggiungere e El che significa Dio. In questo senso, il significato del nome è quello di "qualcuno al quale Dio aumenterà o aggiungerà qualcosa alla vita." Nella Bibbia, Giuseppe è il figlio di Giacobbe e di Rachele, famoso per essere stato venduto come schiavo dai suoi fratelli, ma poi, divenne un importante funzionario d'Egitto. Egli interpretò i sogni del faraone e fu uno dei più importanti suoi consiglieri. Durante una carestia in Egitto, Giuseppe riunì la sua famiglia e li salvò dalla fame, diventando così un simbolo di saggezza e provvidenza. Il nome Giuseppe è stato molto popolare in Italia sin dal Medioevo. E' uno dei nomi più diffusi e tradizionali perché portato da San Giuseppe, il marito di Maria e padre putativo di Gesù, il cui onomastico si festeggia il 19 marzo, in coincidenza con la moderna "Festa del Papà". Appunto per questo, il nome è stato particolarmente popolare tra i cristiani cattolici in Italia, infatti il nome Giuseppe è portato anche da molti altri santi e beati, tra cui San Giuseppe Cafasso, San Giuseppe Moscati e San Giuseppe Benedetto Cottolengo, mentre tra personaggi della storia e della cultura italiana, non si possono non menzionare Giuseppe Verdi, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi (Giuseppe è stato il nome proprio maschile più diffuso in Italia nel XX secolo). Tra i diminuitivi del nome Giuseppe, ricordiamo Pino, Pippo, Peppe, Beppe, Pepè, Geppino, Geppetto.

INCHIOSTRO

L'etimologia della parola inchiostro risale al latino encaustum e al greco ἔγκαυστον (encauston), che significa bruciato o cotto. Infatti, in origine l'inchiostro era ottenuto tramite la cottura di una miscela di nerofumo e gomma arabica. Successivamente, con il passare del tempo, l'inchiostro è stato prodotto con diverse composizioni e colori, attraverso procedimenti chimici e tecnologici sempre più complessi e raffinati. Un'altra possibile derivazione del termine "inchiostro" potrebbe essere individuata nell'unione delle parole latine  in- claustro cioè all'interno del chiostro dei monasteri con riferimento ai monasteri della tarda latinità nei quali i monaci amanuensi facevano larghissimo uso di inchiostri variopinti. L'inchiostro ha origini antichissime e da millenni è il supporto fondamentale ed insostituibile della scrittura e del pensiero. Le miscele di inchiostro, se mal preparate, potevano causare problemi come cancellarsi, spandersi, essere sensibili alla luce, all'umidità, provocare muffe, cambiare colore e infine provocare anche gravi e irrimediabili danni di corrosione ai supporti utilizzati. Questo poteva accadere subito dopo l'essiccazione oppure in un tempo più o meno lontano, a seconda delle reazioni chimiche indotte. Nel corso dei secoli, sono state sperimentate diverse miscele vegetali per rendere l'inchiostro più stabile nel tempo e meno sensibile all'umidità. Ad esempio, l'aggiunta di solfato all'inchiostro nerofumo produceva vari ossidi di ferro che penetravano nelle fibre della carta e lasciavano tracce indelebili. Successivamente, intorno al 1100, è stato ulteriormente perfezionato l'inchiostro ferro-gallico, ricavato dalle noci di galla in soluzione coi sali di ferro. Una sua variante prevedeva la soluzione anche con solfato di ferro e vetriolo. Per ottenere colori diversi, come rosso e blu, sono stati utilizzati pigmenti naturali come il legno del Brasile, la cocciniglia e l'indigo. Ad esempio, il legno polverizzato veniva lasciato per molti giorni a bagno nell'aceto o nell'urina e poi mescolato con gomma arabica per ottenere un bell'inchiostro rosso fuoco. Tuttavia, questi tipi di inchiostro tendevano col tempo e con l'esposizione alla luce, a sbiadire. In generale, l'inchiostro è stato costantemente sperimentato e perfezionato nel corso dei secoli per rendere la scrittura più stabile e duratura, nonché per creare colori più brillanti e resistenti.

MONELLO

L'etimologia della parola monello è legata alla sua origine dialettale, specificamente al dialetto napoletano, dove la parola monnello deriva dal latino monellus che significa fanciullo o ragazzo. Il termine "monnello" è stato utilizzato per descrivere un fanciullo indisciplinato o un ragazzo che si comporta in modo irrequieto o ribelle. Il termine latino "monellus" deriva dal verbo latino monēre che significa avvisare o ammonire, e quindi il significato originale di "monellus" potrebbe essere interpretato come "colui che non segue gli avvisi" o "colui che non ascolta le ammonizioni". Con il tempo, il significato di monello si è evoluto per indicare un giovane, un adolescente ribelle o indisciplinato. Nel corso del tempo la parola monello è stata utilizzata anche in altre zone d'Italia, diffondendosi con il significato di fanciullo indisciplinato.  Un'ulteriore interpretazione e etimologica  vede nel latino monedula cioè gazza una possibile derivazione della parola monello, nel senso che il monello è un ragazzo altrettanto vivace e briccone quanto la gazza.