CELEBRE

L'etimologia della parola celebre è da ricondursi alla radice indoeuropea kal-  che significa muoversi spingersi. Da questa radice, il verbo latino cŏlĕre nel significato di frequentare ed., in senso lato, esaltare glorificare, onorare, trattare con riguardo. Il suffisso -bre è spiegato dagli studiosi come derivato dal greco φέρω (phero) = io porto, da cui tale desinenza - ber, poi -bre. 
Pertanto celebre è sinonimo di conosciuto, famoso, illustre, popolare, affermato...

AUGURI

L'etimologia della parola augùri, generalmente usata al plurale (ma anche al singolare: augurio) è da ricollegarsi all'unione di due vocaboli latini: av-is (o au-is) = uccello, volatile + gero = fare, operare, gestire. Infatti, nell'antichità gli àuguri erano sacerdoti che prevedevano il futuro basandosi sul volo, sul canto e su altri comportamenti degli uccelli.
Un'altra interpretazione etimologica, quest'ultima un po' meno accreditata, indica quale etimo delle parole augùrio, augùri, augurare  il verbo latino augère = crescere, abbondare, prosperare...
Sia l'una, sia l'altra interpretazione etimologica, indicano un auspicio favorevole, il desiderio di eventi futuri lieti, la speranza di prossimi risultati positivi.

OPPORTUNO/OPPORTUNITA'/OPPORTUNISMO

L'etimologia della parola opportuno ci riporta al latino opportunus formato dalla particella ob = innanziavanti + portus = porto. In sostanza, un avvenimento o un fatto opportuno o, detto in un'unica parola, un'opportunità altro non vuole significare se non un'impresa "che va in porto", che riesce bene, che ha risultati positivi. Pertanto, sia l'aggettivo opportuno, sia il sostantivo opportunità sono termini presi in prestito dal linguaggio marinaresco, (entrambi rappresentando  la nave che, spinta dal vento in poppa, si dirige verso il porto più favorevole), ed, in seguito,  utilizzati comunemente nel linguaggio corrente. 
Sinonimi di opportuno sono: conveniente, favorevole, utile, giusto, idoneo, appropriato. Sinonimi di opportunità sono: occasione,  possibilità, condizione favorevole.
Identica etimologia presenta la parola opportunismo. In questo caso, il suffisso -ismo denota il significato negativo della parola: opportunista è chi è disposto,a qualunque costo, anche mostrando indifferenza verso ogni criterio etico e/o morale, ad approfittare della situazione favorevole per raggiungere gli obiettivi prefissi; per dirla etimologicamente, per "portare in porto" i piani che desidera realizzare a prescindere dalle proprie convinzioni e dalle proprie idee. Sinonimi di opportunista sono: profittatore, ipocrita, voltagabbana...

EQUILIBRIO

Equilibrio è veramente una parola molto bella e, parimenti, è bella ed interessante la sua etimologia. Infatti, l'etimo della parola equilibrio si ricollega all'unione di tue termini latini: aequus = uguale e libra  = bilancia. 
Immediatamente, questa etimologia ci riconduce all'idea di una bilancia sui cui piatti sono posti pesi uguali, in modo che i suoi bracci si trovino in posizione perfettamente orizzontale, posizione che indica il perfetto bilanciamento, cioè, appunto, l'equilibrio. 
E' spontaneo,inoltre, ricordare che quest'immagine della bilancia in equilibrio viene, un po' dappertutto, associata all'idea della giustizia tanto da diventarne il suo simbolo.
Equilibrio è sinonimo di stabilità, equanimità ed, in senso figurato di ponderazione, imparzialità, obiettività, equità nonché di misura e di controllo, tant'è vero che, comunemente, si definisce "squilibrato" chi non ha o chi ha perduto il controllo di sé e delle proprie azioni.

SILENZIO

L'etimologia della parola silenzio è dal ricondursi al verbo latino silēre = tacere, non far rumore, da cui il sostantivo silentium = assenza di rumori o di suoni. Andando più indietro nel tempo, ci riportiamo, secondo alcuni studiosi,  ad un'antica radice indoeuropea: si- = legare, che ritroviamo in alcune parole del sanscrito (ad esempio, si-nâmi = io lego). Se diamo per buona questa interpretazione (che, personalmente, trovo molto interessante), nell'idea del silenzio è insita l'idea del legare, dell'unire, cioè l'idea di creare un canale di comunicazione privilegiato. Tutte le religioni (religio = legame) consigliano, come esercizio spirituale, la pratica del silenzio. In effetti, il silenzio, in primis, crea un legame (permette una sorta di ri-sintonizzazione) con sé stessi, inducendo alla riflessione ed alla meditazione; riesce a creare un  legame (un canale di comunicazione ottimale) con chi ascoltiamo in silenzio; il  nostro silenzio ci rende molto più ricettivi nei confronti  dell'ambiente esterno. Infine, bellissima  l'immagine di due persone che riescono ad intendersi perfettamente con un solo sguardo, in assoluto silenzio.Tra loro non può che esserci un legame speciale...

GIULLARE e BUFFONE

Sebbene spesso usate come sinonimi, solo se risaliamo all'etimologia delle parole giullare e buffone, ne scopriamo qualche differenza.

L'etimologia della parola giullare si riallaccia al latino jocularis (a sua volta, da jocus) = giocoso, scherzoso, divertente... Il giullare (giocoliere) era un vero e proprio artista che frequentava le corti medioevali e rinascimentali per allietare il tempo libero dei sovrani e delle loro corti. Si trattava di attori, menestrelli, mimi, musicisti, acrobati, ballerini, cantastorie, istrioni etc. Alcuni dei quali possedevano effettivamente doti artistiche non indifferenti, tant'è che si sviluppò una vera e propria letteratura giullaresca.

L'etimologia della parola buffone si riallaccia al verbo buffare = soffiare, da cui buffa = burla, beffa, scherzo (cosa vana come un soffio di vento...)
Pertanto, mentre i giullari di alto livello potevano essere considerati persino dei veri e propri artisti, invece i buffoni rappresentano una categoria inferiore di intrattenitori che, essendo meno dotati di tecniche e di doti artistiche, ottenevano gradimento spesso sfruttando qualche loro deformità fisica.

Oggi il termine buffone (e più raramente il termine giullare) è utilizzato in senso fortemente offensivo per indicare persona inaffidabile, poco seria, cialtrona, fanfarona e voltagabbana.

TUGURIO

L'etimologia della parola tugurio ci riporta al verbo greco (σ)τέγω (stego) = coprire, riparare ed al suo derivato (σ)τέγαριον (stègarion) da cui, con la perdita del σ iniziale, il latino tugurium (varianti: tegurium,  o tigurium). Per tugurio si intende quindi, una copertura, un riparo estremamente semplice ma anche squallido ed angusto, spesso, se non totalmente privo, scarsamente arieggiato ed illuminato. Così da un'originaria indicazione di essenziale semplicità di questo riparo, detto tugurio, si è arrivati all'uso comune ed attuale del termine tugurio: una piccola abitazione in pessimo stato mancante di un minimo di comodità strutturali ma anche di un minimo di gradevolezza estetica, Insomma, una casupola, una baracca, una catapecchia, una stamberga.