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ORIZZONTE

L'etimologia della parola orizzonte si riallaccia al latino horīzon -ontis, a sua volta dal greco ὁρίζων -οντος (orizon-orizontos), participio presente del verbo ορίζειν = delimitare. Dalla stessa radice, la parola greca όρος (όros) = confine. In realtà, ὁρίζων sottintende un'altra parola,  κύκλος (ciklos) = cerchio, circolo, in modo che la combinazione dei due termini letteralmente significa "cerchio estremo", alludendo alla linea a forma di arco di cerchio in cui, sembra che cielo e terra o cielo e mare si sfiorino.
Trattandosi di un'immagine altamente evocativa di simboli archetipici quali il Cielo, la Terra, il Mare, quella dell'orizzonte è stata utilizzata spesso in ambito poetico con grande efficacia: 

"Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude." 
(L'infinito - G.Leopardi)

In senso ampio, la parola orizzonte è attualmente utilizzata anche come sinonimo di prospettiva progettuale, panorama, prospettiva.

FASE

L'etimologia della parola fase è riconducibile al greco antico ϕάσις (phásis) = apparizione», a sua volta dal verbo ϕαίνομαι (pháinomai) = mostrarsi, apparire. Fase, pertanto, significa originariamente "ciò che si mostra, ciò che si presenta" in un determinato momento. In senso comune, la parola fase indica  un periodo, caratterizzato da un cambiamento rispetto a un periodo o stato precedente, e, in genere, ciascuno dei vari momenti di uno sviluppo storico, biologico, chimico, meccanico.

INVIDIA

L'etimologia della parola invidia ci riporta al latino, precisamente all'unione tra il prefisso in = sopravĭdēre = guardare. Letteralmente, guardare sopra; più liberamente, guardare con astio, guardar male... Infatti, l'invidia altro non è che quel sentimento di fastidio e di ostilità gelosa nei confronti di chi si ritiene abbia migliori qualità o più grandi ricchezze oppure nei confronti di chi è, a torto o a ragione, maggiormente apprezzato e stimato. Spesso l'invidia è correlata al timore di non poter raggiungere ciò che si desidera. In ambito religioso, l'invidia è uno dei sette peccati capitali contro la Carità che, nelle forme più accese, può associare all'odio anche il desiderio di distruzione. Viene sùbito in mente, il racconto biblico del primo omicidio dell'umanità, compiuto da Caino contro il fratello Abele, nei confronti del quale il fratricida nutriva un fortissimo sentimento di invidia dal momento che i doni di Abele erano più graditi al Signore rispetto ai suoi.

ARDERE

L'etimologia della parola ardere deriva dal latino ardēre = bruciare, dare a fuoco, a sua volta dalla radice indoeuropea as- = abbrustolire ( in sanscrito ritroviamo la parola âsa = cenere). A tale radice può ricondursi anche il verbo latino arère, da cui aridus = reso secco (dal calore, dal fuoco).
Il verbo ardere può essere usato in modo transitivo, ad esempio "ardere la legna" cioè bruciare la legna oppure in modo intransitivo, ad esempio "ardere d'amore" cioè essere infiammato, essere totalmente preso dall'amore. 

DONARE

L'etimologia della parola donare si ricollega alla parola dono dal latino dōnum (o, più arcaicamente, dànum) a sua volta dalla radice indoeuropea dâ- (vedi il sanscrito dâna = dono). Donare significa, quindi, dare gratuitamente, senza pretendere alcun compenso attuale o alcuna ricompensa o restituzione futura. Donare è l'atto di liberalità e di magnanimità per eccellenza. Si può donare un oggetto, un bene, denaro, un immobile, etc.. Si può donare anche il proprio tempo o la propria vita..

GUARIRE

L'etimologia della parola guarire è riconducibile all'antico germanico warjan = mettere al riparo, difendere, proteggere, a sua volta, dalla radice var- = guardare o anche coprire (entrambi nel senso di curare, proteggere). Identica radice si trova nell'inglese to ware = curare, proteggere
Il termine guarire che è sinonimo di remissione (in salute) del malato, all'analisi etimologica rivela il più originario significato di cura del malato: ecco che guarigione e cura sono quasi sempre correlate fra loro, fatto salvo per le cosiddette guarigioni spontanee, ove alla cura provvede la stessa natura attraverso le difese dell'organismo.

SINTOMO

L'etimologia della parola sintomo si ricollega al verbo greco συμπιπτω (synpipto) = accadere, capitare, da cui il lemma σύμπτωμα (synptoma) = evenienza, circostanza, indizio. Più in dettaglio, da συν (syn) = conπιπτω (pipto) = cado, letteralmente "cado insieme".
Il termine sintomo, o meglio al plurale "i sintomi",  in medicina è usato per significare l'insieme di segnali percepiti soggettivamente dal paziente come anomali rispetto al proprio normale stato di salute; da non confondersi con i "segni" che, invece, sono indicatori fondati sul  riscontro patologico individuato all'esame obiettivo del paziente stesso attraverso esami diagnostici di vario tipo e che, quindi, a differenza dei sintomi, costituiscono dei dati clinici e diagnostici obbiettivi. I sintomi, a loro volta, si possono distinguere in "sintomi idiopatici, cioè quei sintomi che si riferiscono all'organo direttamente leso, o "sintomi simpatici", quando, al contrario, si riferiscono ad organi diversi da quello direttamente leso.