PALESTRA

L'etimologia della parola palestra (in latino palaestra) è da ricondursi al  greco παλαίω (palaio) = io lotto. La palestra, quindi come "luogo di lotta" o meglio di competizione tra atleti, ma anche come luogo di allenamento, di apprendimento e di esercitazione.
Ai nostri giorni, la palestra è un locale, fornito di adeguata attrezzatura,  destinato all'apprendimento ed all'esecuzione di esercizi ginnici.
Ai tempi dell'antica Roma. la palestra, ubicata nelle terme, era un cortile di varia forma circondato da portici a colonne, generalmente disposto su un lato degli ambienti termali o intorno a essi.
Ai tempi degli antichi Greci, la palestra era formata da un piazzale sabbioso, nel quale i giovani allievi del ginnasio si allenavano alla lotta; successivamente, la palestra divenne un cortile racchiuso da un peristilio quadrangolare con spogliatoi, lavatoi e locali per gli attrezzi ginnici e per gli oli con cui si ungevano gli atleti.
In senso figurato, il termine palestra è utilizzato quale sinonimo di "banco di prova: si ricordi, ad esempio, l'espressione "la scuola è  palestra di vita"

OSSIMORO

L'etimologia della parola ossimoro è da ricondursi al greco ὀξύμωρον (oksýmōron), formato dall'unione di ὀξύς (oksýs) = acuto, perspicace con μωρός (mōrós) = sciocco, stupido. Pertanto, l'ossimoro è quella figura retorica si caratterizza per il contrasto logico nell'accostamento degli opposti. L'espressione latina "festina lente" = affrettati lentamente è un classico esempio di ossimoro tra i più conosciuti. Altri esempi di ossimori: dotta ignoranza, equilibrio instabile, ghiaccio bollente, silenzio eloquente, convergenze parallele...

NIENTE

L'etimologia della parola niente si ricollega al latino ne (o nec) = non + ēns (participio presente di esse) = ente, essente. Niente, in altri termini, indica il non ente, ciò che non ha alcuna essenza/esistenza: è quindi sinonimo di nulla.
Un'altra interpretazione etimologica del termine niente, ne individua l'origine nel latino nec = non + inde = di ciò, poi trasformatosi nel volgare ne ende e quindi nell'italiano niente. In questo caso, niente indicherebbe non una nullità assoluta, come nel caso della prima interpretazione etimologica, bensì una nullità relativa, significando "nulla di ciò".

CATASTROFE

L'etimologia della parola catastrofe è da ricondursi, senza dubbio, al verbo greco  καταστρέϕω (katastrepho) = io capovolgo (dall'unione del prefisso κατά = sotto, giùστρέϕω = io volgo). 
Da tale verbo, il sostantivo καταστροϕή (katastrophé) = capovolgimento, ribaltamento, stravolgimento...
Il termine fu usato dagli antichi scrittori greci per indicare un esito spesso imprevisto, ma sempre disastroso, doloroso e luttuoso del dramma o di una qualche impresa, fatto o accadimento umano o naturale. Pertanto, la parola catastrofe, che di per sè sarebbe stata di valenza neutra, indicando semplicemente un radicale e spesso repentino cambiamento della situazione, fu utilizzata, sin dall'antichità come sinonimo di sciagura, disatro, rovina, distruzione...
Il termine catastrofe è utilizzato anche in matematica ("teoria della catastrofe" formulata dal matematico René Thom) per indicare lo studio della discontinuità in tutti quei sistemi il cui comportamento muta in modo discontinuo al variare in modo continuo di un certo insieme di parametri. Così pure, in ambito finanziario, si intende per catastrofe finanziaria un sopravvenuto gravissimo dissesto finanziario. 

CIELO

L'etimologia della parola cielo è da ricondursi alla radice indoeuropea ku- (o cu-) = essere convesso, poi divenuta coi-  o  coe-.. Da tale radice, il greco  κοῖλος (koilos) = cavo, incavato ed il latino coelum = cielo.
Una meno accreditata interpretazione etimologica riconduce l'etimologia della parola cielo al verbo latino caedo = io taglio, in quanto gli astrologi "tagliavano" o, meglio, suddividevano la volta celeste in varie regioni.

SANGUE

L'etimologia della parola sangue si ricollega alla radice indoeuropea sak- (o suk-, da cui la parola succo) = scorrere. Da questa radice sak-  deriva, a sua volta, il latino arcaico sanguen, poi divenuto sanguis (genitivo, sanguinis). Quindi, la parola sangue esprime l'idea di un fluido che scorre, che è in movimento... L'idea stessa del movimento riporta a quella della vita. Infatti, la parola sangue è sinonimo di forza vitale,  di vigore, di temperamento (vedi, ad esempio l'aggettivo sanguigno) oltre che di stirpe, di parentela, di casato.

DESTINO

L'etimologia della parola destino si ricollega alla radice indoeuropea sta-, da cui il greco ἵστημι (istemi) = io sto. Dalla stessa radice il latino de-stinare  (prefisso de + stinare, forma allungata di stare). Letteralmente quindi, il destino è l'esito finale di un avvenimento che "sta", che "si trova" sin da ora prestabilito, prefissato, necessariamente determinato secondo una successione temporale di eventi intermedi, determinati, a loro volta dalla concatenazione di cause e di effetti.
Il concetto di destino (a differenza del concetto di "fato"), nonostante lo si intenda come determinato da forze naturali o soprannaturali che sfuggono  al pieno controllo umano, tuttavia lascia all'uomo un margine di modificabilità per mezzo della volontà e della ragione, restituendogli la dignità di creatura libera.