FANTASIA

L'etimologia della parola fantasia si ricollega al latino phantasia, dal greco φαντασία (phantasia) = apparizione, manifestazione  che deriva, a sua volta, da ϕαίνω (phaino) = mostrare. Pertanto, la parola fantasia indica la facoltà della mente di rappresentarsi, di mostrare, di far apparire a sé stessa, in piena libertà, immagini, scene, fatti, storie, a prescindere se siano reali o credibili. 

GIUGNO

L'etimologia della parola giugno è legata al latino Junius, mese dedicato a Giunone, dea protettrice dei matrimoni e dei parti. Sesto mese sia del calendario romano sia del calendario gregoriano, è il mese della mietitura: "Giugno, la falce in pugno".

BISOGNO

L'etimologia della parola bisogno si riallaccia al basso latino bisonium, a sua volta composto dal prefisso pleonastico bi- + somnium (poi assimilato dal franco bi-sunnia) = attenzione, cura, sollecitudine, ma anche necessità, impedimento. Il termine, quindi, esprime questo doppio significato: da un lato, il bisogno di qualcuno o di qualcosa ne indica implicitamente il desiderio, la particolare attenzione, dall'altra sottintende come l'ottenimento di ciò che è oggetto di bisogno, in fondo, il bisogno stesso, costituisca, al contempo, un ostacolo, un impedimento, una necessità da realizzare.

DELINQUENTE

L'etimologia della parola delinquente si ricollega al verbo latino  delinquĕre = tralasciare (le leggi), venir meno (al dovere), composto dal prefisso intensivo de- e dal verbo linquĕre =  abbandonare, lasciare; quest'ultimo, a sua volta, derivato dalla radice indoeuropea, che ritroviamo nel sanscrito e nello zendo, rik- o rink, poi trasformatasi in lik- o link = lasciare vuoto. Pertanto, delinquente è colui il quale abbandona una condotta rispettosa delle leggi, deviando dalla retta via della legalità e del dovere.

STERLINA

L'etimologia della parola sterlina si ricollega al basso latino sterlingus o sterlinus = moneta coniata dagli "Easterling", cioè i "mercanti dell'Est" (i mercanti dei paesi anseatici, particolarmente bravi nel conio di monete d'oro e d'argento) che vennero così denominati, nel tredicesimo secolo, appunto perché, rispetto all'Inghilterra, si trovavano ad Est.

RAGAZZO

L'etimologia della parola ragazzo (in latino medioevale, ragatius) è tutt'altro che pacifica, avendo dato, e dando tutt'oggi, motivo di dibattito e di incertezza d'interpretazione.

Riportiamo, di seguito, le due ipotesi etimologiche più accreditate e condivise:

  • dall’arabo magrebino raqqās (al plurale, raqqāsīn) = corriere, messaggero, portalettere ed, in senso lato, fattorino, garzone;                     
  •  dal greco antico ῥάκος (rákos) =cencio, straccio, da cui la metonimia che indica il giovane servo (una sorta di antico sciuscià).
Interessante notare che, in origine, più che significare la giovane età, la parola ragazzo esprimeva la condizione servile di chi svolge umili compiti, particolarmente subordinati e servili, quali quelli di fattorino, di messaggero; oppure, esprimeva la condizione di miseria  di chi veste di stracci. Solo in un secondo tempo, la parola ragazzo, focalizzò la sua accezione sull'aspetto della giovinezza perdendo l'originario significato.

MAGGIO

L'etimologia della parola maggio (in latino maius, mese dedicato a Maia, madre di Mercurio e dea della terra e dell'abbondanza) si riallaccia alla radice indoeuropea magh- (o mah-) che esprime l'idea della crescita, della fertilità della terra. Dalla stessa radice, la parola maggiore, cioè il più grande, il più cresciuto. In effetti, il mese di maggio, quinto mese dell'anno ed ultimo mese di primavera, è quello in cui la forza della "grande madre terra" si manifesta pienamente.