MAGGIO

L'etimologia della parola maggio (in latino maius, mese dedicato a Maia, madre di Mercurio e dea della terra e dell'abbondanza) si riallaccia alla radice indoeuropea magh- (o mah-) che esprime l'idea della crescita, della fertilità della terra. Dalla stessa radice, la parola maggiore, cioè il più grande, il più cresciuto. In effetti, il mese di maggio, quinto mese dell'anno ed ultimo mese di primavera, è quello in cui la forza della "grande madre terra" si manifesta pienamente.

APRILE

L'etimologia della parola aprile viene ricondotta al verbo latino aperire = aprire, in quanto mese che "apre" alla rifioritura dei campi ed alla bella stagione. 
Un'altra interpretazione etimologica ricollega aprile al greco ἀφρός (aphròs) = spuma, in quanto mese dedicato alla dea Venere che secondo la mitologia nacque appunto dalla spuma marina.

AVARO

L'etimologia della parola avaro si ricollega al latino avarus. A sua volta avarus sembra derivare dall'unione di avidus = avido, affamato + aeris = denaro (da cui avaeris e poi avarus).
Un'altra ipotesi etimologica, altrettanto interessante, riconduce la parola avarus al sanscrito avati = bramare, amare (il denaro), da cui anche il verbo latino aveo = desiderare ardentemente, essere avidi di.... ed il termine avidità

ORA

L'etimologia della parola ora si riallaccia al latino hora e, andando più a ritroso, al greco ὥρα (ora) = stagione, arco delimitato (di tempo) o, ancora più genericamente, esprimeva il senso del limite, del confine. Troviamo la stessa radice in ὅρος (oros) = limite, confine, da cui orizzonte e nel verbo ὁρίζω (orizzo) = delimito, pongo dei confini, dei termini). Quindi, in origine, il termine ora indicava in senso generico un determinato lasso temporale,come per esempio una stagione o una determinata suddivisione temporale. Solo successivamente, col termine ora si indicò la ventiquattresima parte della giornata ovvero quell'arco di tempo formato da sessanta minuti.

EMANCIPAZIONE

L'etimologia della parola emancipazione è tutta latina: si tratta dell'unione del prefisso ex- che indica azione di uscire da, allontanarsi da con il termine mancipium = acquisizione di proprietà (a sua volta dall'unione di manus + capere = prendere in mano, avere in pugno... Perciò, emanciparsi significa uscire dalla condizione di assoggettamento a qualcuno.
Infatti, presso gli antichi Romani ove il pater familias cioè il patriarca,  aveva poteri ampissimi, oltre che sui beni (cose e animali), anche sulle persone (schiavi e figli), addirittura di vita o di morte, si praticavano rituali ben precisi, sia per aquisirne ufficialmente la patria potestas (rituale della "mancipatio") sia per estinguerla (rituale dell' "emancipatio"). Quest'ultimo rituale consisteva nel simulare la vendita del figlio ad un terzo che lo avrebbe liberato subito dopo il finto acquisto. Nel linguaggio moderno corrente, l'aggettivo emancipato si utilizza per indicare una persona che ottiene, anche prematuramente, una propria autonomia e indipendenza rispetto ad una autorità.

MARZO

L'etimologia della parola marzo è legata a Martius, primo mese dell'anno secondo il calendario di Romolo. Martius era il mese dedicato, com'è facilmente intuibile, al dio Marte (in latino Mars, Martis), ritenuto il padre di Romolo, e divinità protettrice dei raccolti primaverili e della guerra.

ACQUA

L'etimologia della parola acqua si ricollega alla radice indoeuropea ak- = piegare. La stessa radice è presente nel sanscrito ak-na = piegato e, con uno scambio di suoni fra c, p e f , nel sanscrito ap = succo, acqua e nello zendo afs = umore, acqua. Infine, abbiamo il latino aqua che si avvicina moltissimo al lemma italiano. Tirando le somme: acqua come sostanza che si piega assumendo la forma di ciò che la contiene e al contempo che rende più facilmente atti alla piegatura alcuni materiali che ne venissero a contatto per un sufficiente periodo di tempo.