L'etimologia di crisi deriva senza dubbio dal verbo greco krino = separare, cernere, in senso più lato, discernere, giudicare, valutare. Nell'uso comune ha assunto un'accezione negativa in quanto vuole significare un peggioramento di una situazione. Se invece riflettiamo sull'etimologia della parola crisi, possiamo coglierne anche una sfumatura positiva, in quanto un momento di crisi cioè di riflessione, di valutazione, di discernimento, può trasformarsi nel presupposto necessario per un miglioramento, per una rinascita, per un rifiorire prossimo.
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OBBROBRIO
L'etimologia di obbrobrio si fa risalire alla preposizione latina ob=dinnanzi, contro, di fronte unita al sostantivo probrum=azione vergognosa, disonorevole, infamante (che deriva sempre dal latino pro-fero= portare davanti). Pertanto, la doppia preposizione, che ha significato simile, rafforza il significato negativo del termine per cui un fatto obbrobrioso è un fatto più che disonorevole.
Un'altra etimologia meno accettata e meno diffusa, fa risalire l'origine della parola obbrobrio al latino prohibrum dal verbo prohibère cioè proibire,vietare. Per cui un'obbrobrio sarebbe un fatto empio in quanto compiuto in spregio a qualsiasi divieto.
Un'altra etimologia meno accettata e meno diffusa, fa risalire l'origine della parola obbrobrio al latino prohibrum dal verbo prohibère cioè proibire,vietare. Per cui un'obbrobrio sarebbe un fatto empio in quanto compiuto in spregio a qualsiasi divieto.
ARTE
L'etimologia della parola arte sebra derivi dalla radice ariana ar- che in sanscrito significa andare verso, ed in senso traslato, adattare, fare, produrre. Questa radice la ritroviamo nel latino ars, artis. Originariamente, quindi la parola arte aveva un'accezione pratica nel senso di abilità in un'attività produttiva, la capacità di fare armonicamente, in maniera adatta.
PRECARIO
L'Etimologia della parola precario deriva indubbiamente dal latino prex, precis cioè preghiera, implorazione, supplica. Pertanto, l'aggettivo precario, conferisce al sostantivo cui si riferisce, la qualifica di provvisorietà, di instabilità, di insicurezza propria di qualcosa o di una condizione che è concessa per favore, permessa temporaneamente dietro supplica, senza garanzia o diritto di permanenza. Spesso, purtroppo, questo aggettivo si accompagna al sostantivo lavoro....
FESTA
L'etimologia della parola festa risale al latino festum o a dies festus = giorno di festa indicando un giorno di "gioia pubblica, giubilo, baldoria". La festa come evento gioioso comunitario o, quantomeno, da condividere con gli altri. Come dire....senza condivisione e partecipazione, niente vera festa...
Un'origine ancora più antica, si riferisce al greco festiao o estiao che indica l'atto di accogliere presso il focolare domestico (in sanscrito il focolare si indica col termine vastya) confermando il significato originario e profondo di condivisione, di accoglienza e di comunione gioiosa della festa.
Un'origine ancora più antica, si riferisce al greco festiao o estiao che indica l'atto di accogliere presso il focolare domestico (in sanscrito il focolare si indica col termine vastya) confermando il significato originario e profondo di condivisione, di accoglienza e di comunione gioiosa della festa.
INTELLIGENZA
L'etimologia della parola intelligenza si fa risalire all'avverbio latino intus = dentro ed al verbo latino legere = leggere, comprendere, raccogliere idee e informazioni riguardo a qualcuno o a qualcosa. Quindi, l'intelligenza è la facoltà di comprendere la realtà non in maniera superficiale ma, andando oltre, in profondità, per coglierne gli aspetti nascosti e non immediatamente evidenti. Un'altra interpretazione etimologica (meno diffusa) del termine preferisce ad intus la preposizione inter = tra. Per cui, intelligenza sarebbe la capacità di leggere (...tra le righe), di scoprire relazioni ed inter-connessioni tra i vari aspetti della realtà per giungere ad una comprensione più ampia e completa di essa.
PAROLA
La parola "parola" (scusate il gioco di parole) deriva dal latino parabola . Infatti, originariamente, più che indicare un determinato termine, significava piu genericamente un esempio, una similitudine, un racconto in senso lato.
CARATTERE
L'etimologia della parola carattere deriva dal greco charasso, verbo che significa scolpire, forgiare, incidere, imprimere. Sempre da questa voce verbale il termine character cioè impronta. Originariamente, non aveva una accezione prettamente morale ma stava ad indicare una impronta, un marchio che distinguesse una cosa da un'altra. Ad esempio il termine carattere era ed è tutt'oggi utilizzato per indicare un particolare tipo di scrittura oltre ad essere utilizzato, più diffusamente, per indicare l'insieme dei tratti psicologici e morali di una persona.
Da ciò, si intuisce quanto sia difficile, se non impossibile, modificare il carattere di una persona: "chi nasce tondo non puo morire quadrato" recita un noto proverbio che esprime la consapevolezza dell'antica saggezza popolare circa la difficoltà di cambiare l'impronta psicologica di qualcuno...
Da ciò, si intuisce quanto sia difficile, se non impossibile, modificare il carattere di una persona: "chi nasce tondo non puo morire quadrato" recita un noto proverbio che esprime la consapevolezza dell'antica saggezza popolare circa la difficoltà di cambiare l'impronta psicologica di qualcuno...
PAGANO
L'etimologia della parola pagano dal latino pagus cioè villaggio. I pagani erano, dunque, nell'antichità coloro che abitavano i villaggi. Solo in epoca cristiana, il termine acquisì un'accezione negativa in quanto fu utilizzato come sinonimo di idolatra, poichè gli abitanti degli antichi villaggi rurali, erano particolarmente restii a convertirsi al cristianesimo e continuavano a praticare il culto degli dei.
MAGARI
L'etimologia della parola "magari" trae origine dal greco makarios che vuol dire beato, felice. Per cui, questa espressione valeva a dire "beato me" o "beati noi", qualora accadesse un fatto o si verificasse una condizione.
ENTUSIASMO
La parola entusiamo tra origine dalla radice greca thus- (in sanscrito dhu-), da cui il verbo greco enthousiazein , cioè essere inspirato, essere appassionato, avere un afflato verso qualcosa o verso qualcuno. La radice thu- aveva un'accezione ancora più marcata: indicava una sorta di furore, di impeto, di slancio, addirittura di delirio sacro...(da cui il greco thuas=baccante).
Un'altra etimologia della parola entusiasmo possiamo attribuirla al greco enthus o en-theos, cioè avere un dio dentro, essere invasato, essere ispirato da una forza esterna irresistibile...
Ormai ovviamente si è persa l'accezione sacrale, è rimasta quella figurata per cui per entusiasmo si intende uno slancio, una passione, un' attrazione verso qualcosa o qualcuno.
Un'altra etimologia della parola entusiasmo possiamo attribuirla al greco enthus o en-theos, cioè avere un dio dentro, essere invasato, essere ispirato da una forza esterna irresistibile...
Ormai ovviamente si è persa l'accezione sacrale, è rimasta quella figurata per cui per entusiasmo si intende uno slancio, una passione, un' attrazione verso qualcosa o qualcuno.
Etimologia della lingua italiana
"Etymos" o "eteos", in greco, significa vero, autentico. Dalla stessa radice, il verbo "etazein" cioè ricercare, esaminare. L'etimo-logia, pertanto, è il discorso (logos), lo studio, la ricerca del significato e del senso autentico, vero, genuino ed originario delle parole.
Solo grazie alla ricerca etimologica possiamo comprendere a fondo sia la nostra lingua sia la realtà profonda di ciò che essa esprime. Spesso, infatti, attraverso i secoli, l'uso corrente delle parole, fa cadere nell'oblìo il loro significato originario che l'etimologia recupera attraverso l'analisi degli elementi che le compongono e la comparazione di questi ultimi con quelli di altre parole della stessa lingua o di lingue affini. Nel caso della lingua italiana, che è è una lingua romanza, o neolatina sviluppatasi dalll'evoluzione diretta non del latino classico ma del latino volgare, (cioè popolare: vulgus in latino significa popolo e non ha quell'accezione negativa che il vocabolo ha acquisito in seguito) nel dialetto fiorentino , le lingue d'origine di maggior riferimento per gli studiosi d'etimologia sono il latino ed il greco.
Facciamo un'esempio: quando usiamo la parola cattivo - una persona cattiva - intendiamo comunemente una persona non buona, una persona malvagia. Lo studio etimologico della parola cattivo ci porta a scoprire che essa trae origine dal latino captivus da captare = impadronirsi, la cui stessa radice presenta la stessa radice di captum supino di capio = prendere (e prima ancora dal greco antico kapto). Captivus era utilizzato nella terminologia militare degli antichi romani per indicare chi veniva fatto prigioniero in guerra e viveva in schiavitù, perdendo ogni onore in una società come quella del tempo, in cui chi si arrendeva in guerra era un vile un perverso, un malvagio, un non-buono. Ecco che attraverso l'etimologia, abbiamo scoperto che il significato "vero" (originario) del termine ha origini militari e solo in un secondo tempo esso si è esteso in ambito etico e morale per cui cattivo è colui che arresosi al male, ne è prigioniero ! Veramente bella, l'etimologia !
Solo grazie alla ricerca etimologica possiamo comprendere a fondo sia la nostra lingua sia la realtà profonda di ciò che essa esprime. Spesso, infatti, attraverso i secoli, l'uso corrente delle parole, fa cadere nell'oblìo il loro significato originario che l'etimologia recupera attraverso l'analisi degli elementi che le compongono e la comparazione di questi ultimi con quelli di altre parole della stessa lingua o di lingue affini. Nel caso della lingua italiana, che è è una lingua romanza, o neolatina sviluppatasi dalll'evoluzione diretta non del latino classico ma del latino volgare, (cioè popolare: vulgus in latino significa popolo e non ha quell'accezione negativa che il vocabolo ha acquisito in seguito) nel dialetto fiorentino , le lingue d'origine di maggior riferimento per gli studiosi d'etimologia sono il latino ed il greco.
Facciamo un'esempio: quando usiamo la parola cattivo - una persona cattiva - intendiamo comunemente una persona non buona, una persona malvagia. Lo studio etimologico della parola cattivo ci porta a scoprire che essa trae origine dal latino captivus da captare = impadronirsi, la cui stessa radice presenta la stessa radice di captum supino di capio = prendere (e prima ancora dal greco antico kapto). Captivus era utilizzato nella terminologia militare degli antichi romani per indicare chi veniva fatto prigioniero in guerra e viveva in schiavitù, perdendo ogni onore in una società come quella del tempo, in cui chi si arrendeva in guerra era un vile un perverso, un malvagio, un non-buono. Ecco che attraverso l'etimologia, abbiamo scoperto che il significato "vero" (originario) del termine ha origini militari e solo in un secondo tempo esso si è esteso in ambito etico e morale per cui cattivo è colui che arresosi al male, ne è prigioniero ! Veramente bella, l'etimologia !
ITALIA
Probabilmente questo nome derivava dal greco ιταλός (italós = toro), termine che in latino prese la forma di forma di vitulus = vitello. Per cui, per Italia gli antichi intendevano quella terra ricca di bestiame. Un'altra derivazione potrebbe provenire dal termine Ιταλόι, popolazione della parte meridionale della Calabria. Il nome Italicus, era infatti il nome di un totem di una tribù stabilitasi in Calabria, che a quanto pare, ancor prima di chiamarsi Enotria, fu chiamata Italia.
UOMO
La parola uomo deriva dalla radice sanscrita bhu- che successivamente divenne hu- (da cui anche humus = terra). Uomo significa quindi "creatura generata dalla terra". Vi ricorda nulla il racconto biblico della creazione dell'uomo in cui si narra che Dio plasma l'uomo dal fango e poi vi alita il Suo Soffio Vitale ?
DIO
La parola deriva dalla radice etimologica ariana div- che indica la luce, ciò che splende. Da cui il latino Deus = Dio, dies = giorno cioè la parte della giornata caratterizzata dalla luce. In definitiva Dio è Colui il quale illumina il creato, gli dona forma ed esistenza attraverso la Sua stessa Essenza che è Luce, salvandolo dalle tenebre del nulla...
CIAO
"Ciao" è una forma di saluto che siamo abituati a rivolgere verso coloro con i quali abbiamo certa familiarità o confidenza, comunque verso persone che siano almeno nostri "pari grado", cui diamo il "tu", mentre verso i nostri "superiori" o verso i più anziani, le buone maniere prevedono l'utilizzo di forme meno dirette come "buongiorno", "arrivederci", "salve", etc...
In realtà, in origine il dialetto veneto aveva trasformato la parola schiavo in s-ciao o s-ciavo che successivamente nel corso dei secoli fu assimilata dalla lingua italiana trasformandosi nell'odierno usatissimo "ciao" che, però, ai tempi, non significava altro che: "schiavo suo", oppure "servo vostro". Altro che saluto confidenziale....almeno alle origini, era un saluto che esprimeva totale sottomissione e rispetto (sia pure soltanto formale) molto più dell'attuale buongiorno e buonasera !
Etimologia
L'etimologia è la disciplina che studia l'origine ed il vero significato delle parole attraverso l'analisi degli elementi che le compongono e la comparazione di questi ultimi con quelli di altre parole della stessa lingua o di lingue affini.
Il temine "etimologia" deriva da due elementi della lingua greca antica:
ètymos = vero, autentico (significato delle parole)
lògos = discorso, ragionamento, studio
lògos = discorso, ragionamento, studio
Attraverso l'etimologia comprendiamo a fondo sia la nostra lingua sia la realtà profonda di ciò che essa esprime. Ad esempio pochi sanno che la parola "diavolo" deriva dal verbo greco dia-bàllein che significa separare, porre barriera, porre frattura, oppure, in senzo metaforico, calunniare. Ecco che viene alla luce il significato originale del termine: il diavolo è colui che crea, attraverso la menzogna, separazione, frattura e inimicizia tra uomo e Dio, tra uomo e uomo. E' colui che crea, attraverso l'inganno una frattura nell'anima del singolo individuo.
L'esatto contrario di dia-bàllein è il verbo syn-ballein che significa unire, armonizzare, mettere insieme. Da syn-ballein deriva il termine "simbolo" che nel linguaggio comune è inteso come una immagine che ci riconduca, che ci unisca ad una realtà più grande.
Il simbolo della croce ad esempio ci riporta al mistero dell'incontro dell'umano (segno orizzontale) col divino (segno verticale).

L'esatto contrario di dia-bàllein è il verbo syn-ballein che significa unire, armonizzare, mettere insieme. Da syn-ballein deriva il termine "simbolo" che nel linguaggio comune è inteso come una immagine che ci riconduca, che ci unisca ad una realtà più grande.
Il simbolo della croce ad esempio ci riporta al mistero dell'incontro dell'umano (segno orizzontale) col divino (segno verticale).
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