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PUPILLA

L'etimologia della parola pupilla è molto interessante, essa infatti può essere ricondotta alla forma diminutiva del termine pupa che in latino indica la bambola.
Pupilla significa, dunque, bambolina, la stessa che vediamo negli occhi di chi abbiamo di fronte e che è stato il primo ed originario modo di conoscersi e ri-conoscersi quando non esistevano né specchi né quantomeno "selfie" ma si poteva avere un'idea "sincera"del proprio aspetto soltanto attraverso lo sguardo dell'altro.
Non a caso, questo particolare e dolce modo per indicare ciò che ci permette di vedere è anche reperibile nel greco antico, infatti κόρη (kore) è usato sia per indicare una fanciulla sia per indicare la pupilla, sancendo una profonda unione fra questi due concetti.
Considerato ciò potremmo affermare che gli antichi abbiano voluto mandarci un messaggio forte e chiaro: noi possiamo conoscere chi siamo davvero solo confrontandoci con lo sguardo di altre coscienze libere, se ci contempliamo chiusi nel nostro ego non possiamo che fare la fine di Narciso...

VANVERA

L'etimologia della parola vanvera è di origine incerta: alcuni riconducono l'etimologia di vanvera all'antico lemma onomatopeico fanfera dal suono fan-fan  (da cui fanfarone = chiacchierone, spaccone, sbruffone, millantatore);  altro etimo, dallo spagnolo bambàra dall'omonimo gioco di carte, a sua volta da bambarria che nel gioco del biliardo indica un tiro sbagliato ma casualmente vincente. Per cui, chi parla a vanvera è colui che parla a casaccio, diremmo con una perifrasi moderna, chi utilizza le labbra senza connetterle col cervello...
Una meno diffusa ma non meno interessante etimologia del termine vanvera riconduce l'etimo ad uno strumento in uso nel Seicento presso i Veneziani che era chiamato appunto vanvera: si trattava di un contenitore per i gas intestinali utilizzato da chi soffrisse di meteorismi incontrollabili, che permetteva di scaricare, anche in pubblico, ed immagazzinare momentaneamente tali miasmi un un sacchetto di pelle, e di scaricarli successivamente, una volta non in presenza di altre persone !

LIBERTA'

L'etimologia della parola libertà è da ricondursi al latino libertas, a sua volta derivata da liber = uomo legalmente libero cioè il contrario del servus, lo schiavo. Infatti, nell'antichità, quello che per noi occidentali è il diritto per antonomasia, non era affatto scontato: si poteva nascere sia liber, sia servus (ed era molto probabile rimanere per tutta la vita nella stessa condizione); tuttavia in qualche caso, si poteva perdere o acquisire la libertà (il liberto, appunto, era colui che era passato dallo stato di servus a quello di liber). Da notare che libertà ha la stessa radice lib- che ritroviamo in altre parole come liberalità, libidine, libare tutte parole che rimandano all'idea di piacere, di gradimento. Senza impelagarci in interminabili disquisizioni filosofiche, teologiche, sociologiche, giuridiche etc, libertà è quindi la condizione di chi può decidere a suo piacere della propria persona, di chi può godere della propria autodeterminazione.

ORGOGLIO

L'etimologia della parola orgoglio è da ricondursi al franco urgoli,  e/o all'antico tedesco  urguol = notevole (composto da ur-, particella intensiva corrispondente al latino ex + guol  = petulante, lussureggiante). Per cui, si definisce orgoglioso chi ha un'opinione esageratamente e presuntuosamente elevata di se stesso.

AGGIOTAGGIO

L'etimologia della parola aggiotaggio è da ricondursi all'italiano aggio, mutuato a sua volta dal francese agiotage. Per aggio si intende il guadagno o il vantaggio economico,  che si ottiene per aggiustamento della valuta di una moneta a quella di un'altra. Per cui, aggiotaggio è l'attività che comporti un turbamento fraudolento del mercato come recita sia il codice civile sia quello penale:

art. 2637 del Codice Civile:
«Chiunque diffonde notizie false, ovvero pone in essere operazioni simulate o altri artifizi concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari non quotati o per i quali non è stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato ovvero ad incidere in modo significativo sull'affidamento che il pubblico ripone nella stabilità patrimoniale di banche o di gruppi bancari, è punito con la reclusione da uno a cinque anni».

art. 501 del Codice Penale:

 "Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio":

«Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifizi atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 516 a 25.822
Se l'aumento o la diminuzione del prezzo delle merci o dei valori si verifica, le pene sono aumentate. Le pene sono raddoppiate:
1. se il fatto è commesso dal cittadino per favorire interessi stranieri;
2. se dal fatto deriva un deprezzamento della valuta nazionale o dei titoli dello Stato, ovvero il rincaro di merci di comune o largo consumo.
Le pene stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche se il fatto è commesso all'estero, in danno della valuta nazionale o di titoli pubblici italiani.
La condanna importa l'interdizione dai pubblici uffici».

GOVERNO

L'etimologia della parola governo è da ricondursi al  latino gubernare = reggere il timone (gubernum = timone), a sua volta derivato dal greco antico κυβερνάω (kubernao) = dirigere una nave. In senso stretto, quindi, governo è un termine originatosi in ambito nautico. In senso più ampio, la parola governo assume varie accezioni a seconda dell'ambito in cui è utilizzata: 
in generale è sinonimo di conduzione, comando, guida, direzione, amministrazione, gestione;
nel diritto pubblico è sinonimo di potere esecutivo, consiglio dei ministri, regime politico, pubblici poteri;
riferito a cose o persone è sinonimo di cura, assistenza, sorveglianza;
riferito ad un' impresa o a una casa è sinonimo di amministrazione, gestione.

LAVORO

L'etimologia della parola lavoro è da ricondursi alla radice sanscrita labh- (a sua volta dalla più antica radice rabh-) che, in senso letterale, significa afferrare, mentre, in senso figurato, vuol dire orientare la volontà, il desiderio, l'intento, oppure intraprendere, ottenere...  In greco antico, il verbo λαμβάνω (lambano) che esprime l'idea di afferrare, prendere, ottenere sembra potersi ricondurre alla stessa radice sanscrita di cui sopra. Da questa antica radice indoeuropea deriva anche il latino labor = fatica (a sua volta, dal verbo latino labi, che significa scivolare, cadere). Questo verbo era spesso utilizzato per descrivere il movimento di una persona che cadeva a terra o si muoveva con fatica, nello sforzo di compiere un'attività fisica. Da ciò, possiamo concludere che, sin dall'antichità, il lavoro fu inteso come un'attività faticosa volta ad ottenere i risultati che il lavoratore (o chi per lui) si prefiggeva di raggiungere.  
Infatti, nell'antica Roma, il termine "labor" si riferiva principalmente al lavoro manuale, in particolare a quello svolto dagli schiavi. In questo contesto, il lavoro era visto come una forma di punizione o di umiliazione. Gli schiavi erano spesso costretti a svolgere lavori pesanti e faticosi, come l'estrazione mineraria, la costruzione di edifici e la pulizia delle strade. Con l'avvento del cristianesimo, il concetto di lavoro subì un'ulteriore evoluzione; San Paolo, nel Nuovo Testamento scrive: "chi non lavora non mangi". Questo principio sottolineò l'importanza del lavoro come mezzo per guadagnarsi il pane quotidiano e per contribuire alla comunità. 
Nel Medioevo, il concetto di lavoro era strettamente associato al concetto di servitù. Le persone che lavoravano erano generalmente considerate inferiori a quelle che non lo facevano (generalmente, i nobili), e il lavoro stesso era visto come una forma di punizione per i peccati commessi. Tuttavia, con l'avvento della Rivoluzione Industriale e l'aumento della produzione di massa, il lavoro divenne sempre più importante per l'economia e per la società nel suo complesso. Il concetto di lavoro è stato anche oggetto di dibattito filosofico e politico. Il filosofo tedesco Karl Marx, ad esempio, sostenne che il lavoro era la vera fonte della ricchezza e che i lavoratori dovevano appropriarsi dei mezzi di produzione per ottenere una giusta remunerazione per il loro lavoro.
Oggi, il lavoro è una parte fondamentale della vita delle persone in tutto il mondo. Miliardi di persone lavorano per guadagnarsi da vivere, per contribuire alla società e per realizzare i propri obiettivi personali. 
Tirando le somme, il significato della parola "lavoro" è stato plasmato da diverse influenze culturali nel corso del tempo. Ad esempio, la cultura agricola ha influenzato il significato originale della parola, che era legato alla fatica fisica e al lavoro dei campi. In seguito, l'industrializzazione e la crescita economica hanno portato a una maggiore importanza del lavoro retribuito e alla sua associazione con il reddito e la posizione sociale. Inoltre, la cultura occidentale ha spesso visto il lavoro come un'attività che fornisce un senso di realizzazione personale e di identità. Le differenze culturali possono influenzare il concetto di lavoro in molti modi. Ad esempio, in alcune culture, il lavoro è visto come un dovere verso la famiglia e la comunità, mentre in altre culture, il lavoro è spesso associato all'individuo e alla sua realizzazione personale. In alcune parti del mondo, il lavoro è visto principalmente come un mezzo per guadagnare denaro e migliorare la propria posizione sociale, mentre in altre parti del mondo, il lavoro è visto principalmente come un modo per contribuire alla società e al bene comune. Nella Costituzione del nostro "belpaese", il lavoro è indicato come fondamento della repubblica democratica. Tuttavia, negli ultimi tempi, a causa della globalizzazione dei mercati, le politiche del lavoro si sono spostate su principi di estrema flessibilità. Ciò ha comportato una progressiva diminuzione della tutela dei lavoratori (specialmente dei giovani) causata dalla precarietà introdotta da varie soluzioni contrattuali "atipiche" che, anziché garantire i lavoratori, garantiscono molto più i datori di lavoro, specialmente se applicate non proprio con la massima correttezza, ma utilizzate come "escamotages" da qualche furbetto che cerca di arricchirsi col sudore altrui...Infine, la mancanza di una determinazione legislativa del cosiddetto "salario minimo", espone ulteriormente i lavoratori, già precari, a salari ridicoli, che offendono la dignità del lavoratore ancorché la sacralità del lavoro in se stessa. 

Meccanico al lavoro

ESAGERATO

L'etimologia della parola esagerato è da ricondursi al latino ex = fuori da, oltre + agger = argine, per cui, letteralmente, fuori dall'argine; in senso lato e figurato, oltre limite, eccessivo, enfatizzato, ingigantito.

PECULIARE

L'etimologia della parola peculiare è da ricondursi al latino  pecus = gregge, bestiame, nell'antichità sinonimo di patrimonio perché gli scambi di merci venivano regolati con pagamento di bestiame (dallo stesso etimo, pecunia = soldi, denaro). Quindi, il "peculiare", essendo stato un antico mezzo di pagamento, è usato come sinonimo di  proprio, specifico, caratteristico, tipico, particolare.

RIDONDANTE

L'etimologia della parola ridondante è da ricondursi al verbo latino redundare (composto da red- = indietro + undare, da unda = onda). Letteralmente  significa straripante, trabboccante (si consideri l'immagine dell'onda che torna indietro). In senso più ampio e figurato, ridondante è sinonimo di eccedente, sovrabbondante, ripetitivo, ampolloso, prolisso. In campo informatico per ridondante si intende un dato duplicato o replicato più volte.

SOAVE

L'etimologia della parola soave è da ricondursi alla radice sanscrita svad- che significa dolce, piacevole, gustoso. Questa radice sanscrita svad- è formata, a sua volta, da su = bene + ad- = mangiare: insomma, mangiare bene. Anche il latino suavis può essere ricondotto alla stessa etimologia, nonchè l'inglese sweet, cioè dolce. 

SENATO

Il senato è una delle istituzioni politiche più longeve di sempre, il primo fu istituito da Romolo in persona come consiglio dello stato.
L'etimologia della parola senato è legata ai componenti di quest'organo, infatti essa è composto da senex = vecchio e dal suffisso -atus che indica dignità o particolari uffici; in effetti fin dalle origini il senato è composto dagli anziani della comunità (attualmente sono richiesti 40 anni d'età) e rappresenta la camera "alta" di coloro che con la loro esperienza dovrebbero ispirare le scelte di uno stato.

SINDROME

L'etimologia della parola sindrome è da ricondursi al greco antico συνδρομή, sindromè (dall'unione del suffisso συν = con + δρόμος = corsa) cioè (sintomi che) concorrono insieme. Infatti, in medicina il termine sindrome indica il complesso di sintomi e segni clinici che, indipendentemente dalla loro eziologia, costituiscono le manifestazioni cliniche di una o più patologie.

ARMADIO

L'etimologia della parola armadio deriva dal latino armarium  = ripostiglio per le armi. L'armadio, quindi, era in origine, un ambiente o un mobile legato alla vita militare. Tuttalpiù, per "arma" si intendevano non solo le armi in senso stretto ma anche gli strumenti di lavoro in genere; quindi il termine armadio venne utilizzato, più in generale, per indicare anche un contenitore di arnesi, attrezzi, strumenti di lavoro. Soltanto per ultimo, la parola armadio venne usata per indicare prevalentemente un mobile adibito alla conservazione degli indumenti.

BEATO

Il termine beato trae origine dal latino beatus, participio passato di beare, letteralmente "fatto felice".
In ambito ecclesiastico, indica una persona in un particolare stato di grazia riconosciuto dalla Chiesa Cattolica dopo la morte, mentre, in ambito laico, indica generalmente uno stato di profondo benessere materiale o psicologico.
Il beato quindi è colui che è "fatto felice" dalla sua condizione: nel primo caso la vicinanza a Dio, nell'altro il raggiungimento delle sue aspirazioni e dei suoi desideri.

ASSOLUTO

L'etimologia del termine assoluto è latina; l'origine di questo termine infatti è da ricondurre all'unione della preposizione latina ab = da con il participio passato solutus, cioè sciolto. Per tale motivo, assoluto significa letteralmente "sciolto da ogni vincolo e da ogni legame", in altri termini, totalmente indipendente e libero, totalmente autosufficiente.
Inizialmente, il termine "absolutus" era utilizzato nel contesto giuridico per descrivere l'atto di liberare o assolvere qualcuno da un debito, da un obbligo o da un'accusa. Ad esempio, un giudice poteva pronunciare una sentenza di assoluzione, dichiarando l'imputato libero da ogni colpa o responsabilità. Col passare del tempo, il significato di assoluto si è esteso e ha assunto una connotazione più ampia. Ha cominciato a indicare qualcosa di completo, finito o senza restrizioni. In filosofia, l'"assoluto" è diventato un concetto fondamentale per descrivere l'essenza ultima o la realtà suprema che non dipende da nulla altro. L'uso del termine "assoluto" si è diffuso in molte lingue europee, mantenendo in generale il significato di "completo", "totale" o "senza limiti". Nei contesti filosofici, teologici e scientifici, l'assoluto rappresenta spesso un concetto che è indipendente dalle circostanze, dai relativismi o dalle misurazioni soggettive.

Il principio assoluto del cosmo assimilato al Sole

BULLISMO

L'etimologia del termine bullismo è da ricondursi all'olandese boel = fratello, successivamente trasformatosi in area anglosassone in bully che, in origine, significava tesoro (rivolto a persona). Quindi, il termine bullo, da cui bullismo, non aveva un'accezione negativa, anzi, da originario sinonimo di "bravo ragazzo", si è capovolto fino a trasformarsi in sinonimo di "molestatore di deboli". Perciò, il bullismo consiste in attività svolta da chi, benchè giovane o giovanissimo, con estrema e disumana cattiveria si diverte a bersagliare solo vittime percepite come incapaci di difendersi adeguatamente, camuffando la propria essenziale vigliaccheria, in apparente forza e prepotenza.

COERENZA

L'etimologia della parola coerenza è da ricondursi al latino cohaerere  (a sua volta, da co- =  insieme + haerere = essere attaccato). In senso stretto, quindi, la coerenza è sinonimo di compattezza, di coesione fisica, ad esempio di una roccia. Ma il termine è molto più usato in senso lato, come qualità comportamentale, etica, perfino morale, quale sinonimo di costanza, logicità, armonia, congruenza, concordanza, corrispondenza, consequenzialità....
Coerenza, una virtù purtroppo sempre più rara da reperire nella società del nostro "Belpaese" e non solo....

EPISTEMOLOGIA

L'etimologia di epistemologia è da attribuirsi, senza dubbio, all'unione di due parole del greco antico: epistéme = conoscenza, scienza e logos = discorso, studio (a sua volta, epistéme da  epi = su  + histamai = stabilire). L'epistemologia, dunque, altro non è che lo studio della struttura logica della conoscenza, in altri termini, l'epistemologia è quella branca della filosofia che studia i meccanismi della conoscenza scientifica.

PEDISSEQUO

L'etimologia di pedissequo è da attribuire al latino pedissequus, composto da pedis = del piede, e da sequus = seguace, chi segue a piedi. In senso più ampio si definisce pedissequa un'azione che segue o imita passivamente qualcuno o qualcosa. Pedissequo è sinonimo di banale, scontato, comune, senza originalità.

OLTRE

L'etimologia di oltre è da ricondursi al latino ultra = al di là, dall'altra parte, oltre, di più, in più, più in là, più lontano. A sua volta ultra sembra derivare dal sanscrito ùttaras = che sta sopra, al di fuori (il prefisso ut- in sanscrito significa sopra, fuori: ad esempio, vedasi la parola utero). In italiano il termine oltre può essere utilizzato sia come preposizione (in qual caso vale a dire di là da, fuori, sopra, dopo), sia come avverbio (in qual caso vale a dire innanzi, avanti, lontano).

SBIRRO

L'etimologia della parola sbirro è da ricondursi al tardo latino birrus = rosso, il colore del mantello con cappuccio che le guardie erano solite indossare in epoca tardo medievale e rinascimentale. In origine, quindi, il termine sbirro non aveva quel significato nettamente dispregiativo che acquisì successivamente, specialmente negli ambienti malavitosi o comunque avversi alle forze dell'ordine. Un'altra accezione del termine sbirro, si ritrova nel gergo marinaresco per indicare un anello flessibile in canapa, usato per le imbragature.

ANIMA

Il termine anima è la versione femminile di animo, la cui etimologia è riconducibile al latino animus, con il significato di spirito, che a sua volta corrisponde al greco ἄνεμος (anemos) = vento. 
L'anima quindi è quel principio presente in tutti gli esseri viventi, talmente ineffabile che gli antichi non seppero indicarla se non ricorrendo all'idea del vento, la cui presenza non essendo visibile è provata dagli effetti che provoca e non dalla diretta percezione di essa.
Spesso, però, il concetto di anima viene confuso con quello di spirito: in realtà il primo è un concetto "orizzontale" appartenente a tutti gli esseri viventi, mentre il secondo esprime una prospettiva "verticale" della dimensione divina che va verso quella propriamente umana.

LEGGERE

L'etimologia del verbo leggere è da ricondursi al latino legere, che trova affinità nel greco λέγω (lego), con il significato di raccogliere o dire.   
Leggere significa fondamentalmente raccogliere, ma il termine ci suggerisce un significato che va oltre la semplice ripetizione meccanica di suoni; infatti, la radice leg- è alla base del termine lògos, che racchiude in sé svariati significati (parola, discorso, causa, ragione...), per cui la lettura può essere considerata come un'azione che coinvolge la totalità della persona che "raccoglie" e in particolar modo la sua capacità di cogliere il significato profondo di ogni testo.

MUSICA

L'etimologia del termine musica si riconduce al greco antico: deriva, infatti, da μουσική (musikè) cui è sottinteso il termine tèchné. Musica significa, quindi, "arte delle muse" ed è rilevante l'importanza che gli antichi greci diedero a tale arte, arte delle arti,  che dona all'uomo la possibilità di trasformare la semplice aria in qualcosa che trasporta gli animi ben oltre i sensi, capace di incantare innumerevoli generazioni fin dalla sua origine.

FRATELLO

Il termine odierno fratello è un diminutivo di frate, contrazione del latino frates. A sua volta , il lemma latino trova un riscontro diretto nel sanscrito bhratar, al cui interno troviamo la radice bhar-, legata all'idea di sostentamento e nutrizione.
Per questo motivo un fratello, oltre ad essere nato dagli stessi genitori, rappresenta "colui che sostiene", una sorta di secondo padre (l'etimologia infatti è simile) che accompagna ed è accompagnato per tutta la vita dagli altri "bhratar".

MADRE

L'etimologia della parola madre (come quella di padre) è da ricondursi al sanscrito; infatti, anche se alcuni collegano questo termine alla facilità di pronuncia della lettere m per i bambini, essa è riconducibile alla radice sanscrita ma- con il sigificato primario di misurare, ma anche di preparare, formare. Da questa radice deriva poi il termine matr, che diventerà mater in latino, colei che ordina e prepara, donando il suo corpo e sopportando il dolore, il frutto dell'amore, alla vita .

PATRIMONIO

Il termine patrimonio deriva dall'unione di due lemmi latini  pater = padre e munus = dovere; letteralmente il patrimonio è il "dovere del padre" e per estensione rappresenta tutte le cose che appartengono al padre e che vengono quindi lasciati ai figli.
È interessante notare come due termini apparentemente simili come "matrimonio" (per la cui origine si rimanda al rispettivo post) e "patrimonio", abbiano due significati così diversi; in particolar modo il "dovere della madre" è stato sempre legato al concetto della procreazione, mentre quello del padre, al sostentamento della famiglia, in un rapporto di complementarietà e interdipendenza.

PADRE

L'etimologia della parola padre è strettamente connessa a quella di pane (vedi post); fulcro di questi termini è la radice sanscrita pa-, legata al concetto di protezione e nutrizione, da cui pati,  "antenato" del latino pater. Il padre è, quindi, colui che si assume il compito di provvedere alla sopravvivenza della famiglia e al suo sostentamento, in altra parole è il "pane" della famiglia!

BANCA O BANCO

I termini banca e banco hanno la stessa origine: essi derivano, infatti, dal germanico banch = panca  che indicava proprio il tavolo davanti al quale sedevano non solo i banchieri, ma anche i giudici e i mercanti.
Per questo motivo, l'evoluzione dei termini ha seguito strade diverse: "banco" è un termine più generico che può assumere diversi significati in base al contesto di riferimento (banco di scuola, banco degli imputati, banco dei pegni); mentre "banca" ha finito per indicare, in modo più specifico, gli istituti di credito e, solo in seguito, per estensione, un qualsiasi centro di conservazione (banca dati, banca del sangue).

MATRIMONIO

L'etimologia della parola matrimonio deriva, senza dubbio, dall'unione di due parole latine: mater (matris, nella forma del genitivo) = madre e munus = compito, dovere. Infatti, secondo il diritto romano, era compito prettamente materno dare legittimazione alla prole nata dall'unione biologica dei genitori. Così ricondotto il termine alla sua etimologia, risalta in maniera ancora più evidente, l'importanza della finalità procreativa , che è insieme a quella affettiva/sentimentale, una componente costitutiva ed essenziale del matrimonio. 

AVULSO

L'etimologia della parola avulso è da ricondursi al latino avellere = strappare, staccare, estrapolare. In senso più ampio, il termine avulso è sinonimo di scollegato, separato, estraneo ed indica una condizione di distacco e di incapacità di integrazione. 

ADEPTO

L'etimologia della parola adepto è da ricondursi alla radice sanscrita ap- = toccare, cogliere, ottenere, da cui, a sua volta il latino adeptus, participio passato di adipisci = acquisire, ottenere, aggiungere. Pertanto, l'adepto, non è altro che il (nuovo) acquisto, il (nuovo) seguace, di una comunità, di un'associazione, di una setta. In senso ancora più specifico, il termine adepto è sinonimo di "iniziato" specie nell'abito delle dottrine esoteriche.

FAMIGLIA

L'etimologia della parola famiglia è da ricondursi al termine osco faama = casa, da cui il latino  famīlia, cioè l'insieme dei  famŭli (moglie, figli, servi e schiavi del pater familias il capo della gens). Pertanto, famiglia in senso stretto ed originario, significa piccola comunità di "persone che abitano nella stessa casa"; in senso ampio,  l'insieme di persone legate da vincoli di sangue, da rapporto di parentela o affinità o da vincoli religiosi e/o legali quale il matrimonio. Il termine famiglia, inoltre, può essere usato come sinonimo di casato, stirpe, dinastia oppure in ambito scientifico, in zoologia ed in botanica, per indicare l'insieme di animali o di piante appartenenti a più generi simili

EMERITO

L'etimologia della parola emerito è da ricondursi al latino emereri = "ben meritare", da cui emerĭtus = meritevole. In origine, il termine emerito era utilizzato dagli antichi romani in ambito militare: infatti l'emerĭtus era il legionario che aveva meritato, guadagnato onorevolmente i suoi compensi durante il ventennio di servizio militare. Successivamente e fino ad oggi, il termine emerito si utilizza per indicare chi, sebbene  non eserciti più il proprio ufficio o incarico, ne conserva la dignità, il titolo e l'onore. Un esempio attuale, il Papa emerito Benedetto XVI. In senso lato, emerito viene utilizzato come sinonimo di illustre, egregio, famoso, insigne.

BROCARDO

L'etimologia della parola brocardo è da ricondursi nome del giurista, nonchè vescovo di Worms, Burchardus (in francese Brocard) autore, tra l'altro, di una collezione di locuzioni latine di carattere giuridico ordinate alfabeticamente, le cosiddette Brocardica o Regulae Burchardicae. Onde, per antonomasia, per brocardi intendiamo degli aforismi, delle massime giuridiche, prevalentemente in latino.

UMILTA'

L'etimologia della parola umiltà è da ricondursi al latino humus = terra, pertanto humilis = umile è colui il quale proviene dalla terra, sta in basso. Interessante ricordare che anche la parola uomo deriva dalla radice sanscrita bhu- che successivamente divenne hu- (da cui anche humus). Uomo significa quindi "creatura generata dalla terra, creatura umile ". L'umiltà, intesa come sentimento di piccolezza nei confronti della Divinità e dell'universo, è considerata da molte religioni una virtù fondamentale.

EUROPA

L'origine del nome Europa è incerta, generalmente si accettano due interpretazioni entrambe risalenti alla "notte dei tempi":

- la prima identifica direttamente il nome del "Vecchio Continente" con quello della dea Europa, una delle conquiste di Zeus e madre di Minosse, re di Creta, culla della prima civiltà europea. Il nome Europa, da quel momento, indicò le terre poste a nord del Mar Mediterraneo. Il suo nome sembrerebbe quindi derivare dall'unione di  εὐρύς (eurus), "ampio" e ōp "occhio", con significato di "ampio sguardo", anche se questa interpretazione appare alquanto forzata

- la seconda fa derivare il nome dal termine semitico ereb, con il significato di occidente, con cui i fenici indicavano tutti i territori ad occidente della Siria.

BUONO

Che l'etimologia della parola buono derivi dal latino bonus non è certamente un' informazione nota a pochi.
Un po' meno note è che bonus derivi dal più antico duonus, successiva trasformazione della d in b, la cui derivazione si attribuisce:

  • alla radice sanscrita dve = felice 
  • alla contrazione di divonus, a sua volta dalla radice sanscrita div = splendere, (la stessa che dà origine alla parola dio).

PERCEZIONE

L'etimologia della parola percezione è da ricondursi al latino percìpere, formato da per =  per mezzo, attraverso + capĕre = prendere, cioè raccogliere (informazioni, dati sensoriali), apprendere. In psicologia la percezione è "il processo psichico che opera la sintesi dei dati sensoriali in forme dotate di significato".

IDIOSINCRASIA

L'etimologia della parola idiosincrasia è da ricondursi al greco antico, e più precisamente all'unione di ἴδιος (idios) = proprio, particolare e di σύνκρασις (synkrasis) = carattere, inclinazione, temperamento. Per cui, la parola idiosincrasia, in origine, significava una particolare inclinazione caratteriale di un individuo, senza avere necessariamente l'accezione negativa che nell'uso recente ha acquisito, quale sinonimo di fobia o di avversione verso qualcuno o qualcosa.

CAZZO

Sinceramente, eravamo alquanto titubanti riguardo al fatto di dar seguito alla richiesta pervenutaci (da un burlone o da un autentico appassionato di etimologia ?) dell'etimologia della parola "cazzo", la più popolare del turpiloquio italiano... Poi, dopo uno studio più approfondito, abbiamo scoperto che l'interpretazione etimologica di questo diffusissimo "intercalare" è stata ampiamente dibattuta e che sono state indicate svariate etimologie di cui elenchiamo, di seguito, le più accreditate:
  • dalla contrazione dell'italiano capezzolo (a sua volta dal latino capitium e prima ancora da caput = capo, testa) da cui la parola cazzo = piccolo capezzolo, piccolo manico;
  • dal latino cassus che cioè l'albero maestro delle navi o dal greco tardo akátion  = albero maestro delle navi, cui per analogia potrebbe riferirsi l'organo maschile nella sua posizione eretta;
  • dal latino cattia = mestolo, sempre per analogia con la forma del pene;
  • dal verbo latino capitiare da cui anche l'italiano cacciare nel senso di "infilare, mettere dentro con forza". 

SOLE

L'etimologia della parola sole è da ricondursi alla radice vedica svar- cioè risplendere, da cui il sanscrito svaryas (successivamente sûryas) = sole. Dalla stessa radice vedica, trasse origine l'aggettivo greco σείριος (séirios) = splendente che veniva usato dagli antichi poeti del tempo per attribuirlo al sole (ὁ Σείριος  = colui che risplende). Ultima derivazione della suddetta radice, il latino sol, solis.

VERITA'

L'etimologia della parola verità è riconducibile al sanscrito vrtta = fatto, accadimento. Pertanto il termine verità indica qualcosa di realmente accaduto nei fatti. Un'altra interpretazione etimologica attribuisce l'origine della parola verità alla radice var- che nello zendo (la lingua dei testi sacri zoroastriani dell'antico Iran) vuol dire credere; del resto anche il sanscrito varami significa scelgo, voglio. Questa seconda interpretazione etimologica sottolinea, piuttosto che l'aspetto fattuale e reale della verità, il significato ed il valore etico, morale e perfino spirituale della verità o meglio della Verità, perché essa indica ciò in cui credo, ciò che scelgo, voglio, spero.... mettendo in luce l'importanza della libera e volontaria adesione ad Essa...

PREOCCUPAZIONE

L'etimologia della parola preoccupazione deriva dal latino praeoccupare = occuparsi prima, prevenire. Pertanto, il termine preoccupazione indica lo stato d'animo di colui che cerca soluzioni o rimedi a situazioni critiche o ad eventuali pericoli futuri (che, peraltro, non è detto si avverino....) Un consiglio: preoccuparsi è bene, ma solo a piccole dosi e soprattutto "cum grano salis"...

DISCERNIMENTO

L'etimologia della parola discernimento è da ricondursi al latino dis-cèrnere (dis = due volte + cèrnere = separare), quindi letteralmente separare due volte, separare con attenzione; in senso più ampio, giudicare, stimare, soppesare, valutare. Pertanto il discernimento è la capacità di valutare qualcosa o qualcuno.

AZIENDA

L'etimologia della parola azienda deriva dallo spagnolo hacienda, tratto dal latino facienda, con il significato di cose da farsi; solo in seguito il termine ha assunto il significato odierno di organizzazione che svolge una qualsiasi attività economica di produzione.

In realtà, coerentemente con la sua etimologia, la definizione tecnica di azienda è "ordine strettamente economico degli istituti" e quindi possiamo definire correttamente "azienda" non solo l'insieme delle attività economiche di un'impresa di produzione, ma anche quello delle famiglie, dello Stato e delle organizzazioni non profit.

BRINDISI

L'etimologia della parola brindisi è da ricondursi allo spagnolo brindis, a sua volta derivato dal tedesco bring dir’s, che significa “lo porto a te", (sottinteso il bicchiere).

FURBO

L'etimologia della parola furbo è alquanto incerta. Di seguito, indichiamo le due possibili derivazioni più accreditate:
  • dallo stesso italiano forbire = pulire, ripulire (vedi "parlar forbito", cioè raffinato), a sua volta, dall'alto tedesco furban = pulire. Secondo questa etimologia, furbo è colui il quale è capace di ripulire, di spogliare il prossimo con l'astuzia;
  • dal latino fur, furis = ladro. Chi sostiene quest'ultima interpretazione etimologica della parola furbo, non riesce però a spiegare l'introduzione della lettera "b".


SCUDERIA

L'etimologia della parola scuderia deriva dal basso latino scura o scuria cioè stalla. In senso più ampio e moderno, si intende la struttura e la gestione di un allevamento di cavalli da corsa. Il termine è applicato, per analogia, all'organizzazione di una squadra di corse automobilistiche.

BEFANA

L'etimologia della parola befana è da ricondursi al greco ἐπιφάνεια (epifáneia), a sua volta, da ἐπιφαίνω  = mostrarsi, presentarsi. Col passare del tempo, attraverso un processo di "corruzione lessicale" venne modificata in bifanìa, befanìa, befana. La befana, è un personaggio di fantasia legato al folklore popolare, derivato probabilmente da antichi riti pagani propiziatori legati all'agricoltura ed ai cicli stagionali. Si tratta di una vecchia signora, non proprio bellissima (una sorta di strega buona) che, volando a cavallo della sua magica scopa, nella notte che precede la festa dell'Epifania (notare la coincidenza dei nomi) distribuisce doni ai bimbi buoni o carbone a quelli un po' più birichini. Oggi, per antonomasia, si apostrofa come "befana", una signora non particolarmente avvenente e non più "nel fiore degli anni"...

BEGHINO O BEGARDO

L'etimologia della parola beghino, più diffusa al femminile beghina, (mentre al maschile è maggiormente usato begardo) è alquanto controversa:
secondo un'antica edizione dell'Enciclopedia Britannica, il nome derivava da Lambert le Bègue, un prete di Liegi, che, nel dodicesimo secolo, predicò una dottrina basata sull'idea di un'associazione di donne che si dedicassero ad una vita religiosa senza prendere i voti monastici. I detrattori dell'idea di Bègue chiamarono queste donne beghine. Sempre in questa vecchia edizione dell'opera, si negava la tesi secondo cui il nome deriverebbe da Begga di Andenne o da un'immaginaria vecchia parola sassone, "beggen", che significherebbe "mendicare" o "pregare". Tuttavia, le edizioni più recenti definiscono tuttavia "incerta" l'origine etimologica della parola che sarebbe comunque nata come termine dispregiativo. Un'altra ipotesi, meno accreditata, riconduce i termini beghine e begardi agli "albigesi", un altro movimento ereticale diffuso in Europa tra il XII e il XIV secolo. 
Nel linguaggio contemporaneo, il termine beghino, è utilizzato, in senso lato, come sinonimo di bacchettone e di bigotto.

GIUDICARE

L'etimologia della parola giudicare è da ricondurre al latino judĭcare, derivazione di judex =  giudice. Judex deriva dall'unione di ius + decs (dicere) cioè colui che dice, che si pronuncia sul diritto. In senso più ampio, giudicare significa valutare, stimare, esprimere un'opinione.

MORTE

L'etimologia della parola morte è da ricondursi al latino mors = morte, dal verbo mori = morire, a sua volta, derivato dalla radice sanscrita mar-  trasformatasi successivamente in mor- . Nello zendo, (la lingua dei testi sacri zoroastriani dell'antico Iran)  morte si dice mara da cui l'italiano marasma = stato estremo di consunzione. Anche il greco antico ha importato questa radice mar-: il verbo μαραίνω (maraino) significa consumare, distruggere.

ATAVICO

L'etimologia della parola atavico è da ricondursi al  francese atavique, a sua volta derivante dal latino atavus = "bisarcavolo" il cui plurale atavi indica, in generale, gli antenati. Per cui, l'aggettivo atavico significa "ciò che attiene agli antenati". 

TANFO

L'etimologia della parola tanfo è da ricondursi all'antico alto tedesco tampf o tamf cioè vapore, esalazione; un'altra interpretazione etimologica è riconducibile al greco τῦφος = fumo (sostantivo)  o a τύφω =  io fumo (verbo). Pertanto, il tanfo è il tipico cattivo odore di stantio e di muffa che esala dagli ambienti maleodoranti.

MASSAIA

L'etimologia della parola massaia deriva dal basso latino mansa da cui l'italiano, oggi in disuso, massa, che oltre al significato  scientifico più comune che gli si attribuisce nello studio della fisica, vuol dire proprio "casa rurale". Per cui la massaia, in senso letterale, altro non è che la padrona di casa di campagna, in senso  più ampio, la brava donna di casa, la casalinga.

INCONTRO

L'etimologia della parola incontro trae origine dal latino popolare incóntra, composto dal prefisso in- (rafforzativo) e  da contra =contro, dirimpetto, di fronte. L'incontro, quindi, è letteralmente un "trovarsi di fronte a..."

UNIVERSO

L'etimologia della parola universo deriva dal latino universus cioè tutto, intero (dall'unione di unus = uno e di versus = volto, avvolto (participio passato di vertere). L'universo, letteralmente, è un "tutt'uno avvolto in sé stesso".

ESAME

L'etimologia della parola esame è da ricondursi al latino  examen, ossia "ago della bilancia", a sua volta da exigĕre  (ex = fuori + àgere = muovere, alzare) cioè "pesare". L'esame, letteralmente, altro non è che una pesatura, una ponderazione, in senso più ampio, una valutazione, una stima, un giudizio.

CLEPTOMANE

L'etimologia della parola cleptomane è da ricondursi al greco κλέπτειν, (kleptein), cioè "rubare" e μανία, (manìa), cioè psicopatologia, nevrosi. Pertanto, cleptomane è colui il quale, spinto un impulso incontrollabile, è costretto, anche senza motivo e/o bisogno, a rubare. La cleptomania, se accertata,  nel nostro diritto penale costituisce causa di non punibilità.

ROMANZO

Il termine romanzo, inteso sia come genere letterario sia come aggettivo attribuito alle lingue neolatine, i cosiddetti volgari, trae le sue origini dal francese antico e in particolare dall'aggettivo romanz, derivazione dell'avverbio latino volgare romanice ed assimilabile all'espressione "alla romana". 
Dopo la caduta dell'Impero, tutti i cittadini di origine romana parlavano il "romanice" e il suo adattamento"romanz" diventò così un termine per indicare senza distinzione il volgare; in effetti, il processo che porterà alla differenziazione delle varie lingue neolatine fu molto lento e quindi non era necessario, almeno in quella fase, differenziare le varie parlate.
Solo dopo, in Francia, il termine assumerà anche il significato di testo scritto in lingua volgare, fino a caratterizzare un particolare genere in prosa ambientata in mondi lontani, che ha fatto sognare e continua a far sognare generazioni di lettori.

PANE

L'etimologia della parola pane sembra potersi ricondurre alla radice sanscrita pa-  cioè bere o più in generale nutrire (da cui anche pa-sto). Si noti che il primo alimento per l'uomo è il latte materno, un pasto liquido. Probabilmente l'essenzialità e la primarietà del latte è stata attribuita e riconosciuta anche al pane quale alimento essenziale e fondamentale a prescindere dalla sua consistenza. Una meno diffusa attribuzione di origine, riconduce la parola pane sempre alla radice pa-  ma col significato di sostenere, proteggere (da cui pa-dre). Sia nell'una, sia nell'altra interpretazione, viene fuori l'importanza, quasi, la "sacralità" del pane.

INSEGNARE

Il termine "insegnare" deriva dal latino insignare composto dal prefisso "in" unito al verbo "signare", con il significato di segnare, imprimere e che a sua volta riconduce al sostantivo "signum", che significa marchio, sigillo.
L'attività dell'insegnante, quindi, lungi dal limitarsi alla trasmissione del sapere fine a se stesso, consiste nel "segnare" la mente del discente, lasciando impresso un metodo di approccio alla realtà, che va ben oltre lo studio.

COSCA

La parola cosca, che nel linguaggio corrente indica un'associazione criminale organizzata, ha un'origine molto interessante; infatti, nel dialetto siciliano la "cosca" è la parte più interna e nascosta del carciofo, e quale miglior termine per una società segreta, i cui capi sono nascosti e della quale sono visibili solo i componenti più "esterni" ?

BIZZEFFE

L'etimologia della parola bizzeffe è sicuramente da ricondursi alla lingua araba ed è direttamente collegabile al termine bizzēf che significa "molto"; in realtà, è interessante notare che, per molti secoli, l'origine araba di questo termine fu ignorata ed alcuni studiosi tentarono di dare una pseudo-spiegazione secondo cui bizzeffe sarebbe derivato dalla locuzione latina bis effe, "due volte effe", usata dai magistrati come abbreviazione della formula fiat, fiat cioè "sia,sia", che indicava la grazia piena.

STOMACO

Il termine stomaco è di origine greca e deriva dal sostantivo στόμαχος (stomakos) con il significato originario di gola e quindi bocca dello stomaco; infatti στόμα (stoma) significava proprio bocca e solo in seguito divenne per sineddoche il lemma di uso comune per indicare lo stomaco. In realtà, il termine corretto in greco antico era γαστήρ (gaster) da cui il prefisso medico "gastro-" per indicare tutti i termini medici legati allo stomaco.

LABIRINTO

L'etimologia della parola labirinto rimane tuttora incerta e controversa. Riportiamo qui alcune interpretazioni più accreditate:
  • Una prima interpretazione etimologica sembra ricondurre la parola labirinto  al greco λαβύρινθος  (labýrinthos), usato nella mitologia per indicare il labirinto di Cnosso. La parola di origine pre-greca,   trae la sua derivazione dal lidio labrys = bipenne, l'ascia a due lame, simbolo del potere reale a Creta. La parola "labirinto" significherebbe, quindi, "palazzo dell'ascia labrys" con il suffisso -into a significare "luogo" cioè il palazzo del re Minosse a Cnosso, caratterizzato dalla pianta intricata all'interno del quale sono state rinvenute diverse raffigurazioni dell'ascia bipenne;
  • Dalla radice greca  laf- di làas -> làfas  da cui il latino lapis = pietra, per indicare le caverne e le cave di metalli il cui intricato percorso  fa perdere il senso dell'orientamento.
  • Dal greco λαβιριον  (làbirion) cioè cunicolo scavato nel sottosuolo, che si dirama in varie direzioni o da λαβιρος (làbiros) = cavità;
  • Dal greco λαμβάνω (lambàno) = prendo e ρινάω (rinào) = inganno, cioè "cado in inganno", appunto per la conformazione inestricabile ed ingannevole propria del labirinto;  
  • Dalla lingua egeo-anatolica e precisamente  (pre)greco leberhís,-ídos = coniglio da cui successivamente il latino lepus,-oris = lepre, per indicate, appunto la tana di questo animale che scava intricati cunicoli sotterranei.

MALE

L'etimologia della parola male è da ricondursi all'aggettivo latino malus cioè cattivo ed in senso più ampio, nocivo, dannoso. La radice latina mal- è presente anche in altre parole come "maligno" e "malattia", "malvagio", "maldestro", "maleducato". L'accezione originaria del termine male sembra essere orientata ad esprimere, prima ancora di un disagio fisico e/o materiale, un orientamento negativo in campo etico/morale o spirituale. Inoltre, come prima accennato, la parola "male" può indicare una condizione di sofferenza fisica o emotiva. Ad esempio, si può parlare di "un male alla testa" o di "un male interiore". In entrambi i casi, la parola "male" indica una sensazione di dolore o di disagio. E ancora, la parola "male" può essere utilizzata come avverbio per indicare che qualcosa è stato fatto in modo errato o sbagliato. Ad esempio, si può dire "ho interpretato male le tue parole" o "ho capito male". Infine, la parola "male" può essere utilizzata come avverbio per indicare che qualcosa è stato fatto in modo errato o sbagliato. Ad esempio, si può dire "ho interpretato male le tue parole" o "ho capito male".  


MARAMALDO

Il termine maramaldo è un interessante esempio di antonomasia, infatti deriva dal nome di Fabrizio Maramaldo, condottiero italiano e soldato di ventura, che divenne tristemente famoso per l'omicidio del Capitano Francesco Ferrucci, prigioniero ferito e inerme.
In realtà Maramaldo era considerato come uno dei soldati e gentiluomini migliori della sua epoca, tuttavia, fu la tradizione storica e letteraria a trasformare la sua immagine e a far entrare questo termine nel lessico comune per indicare una persona che colpisce i più deboli e indifesi, pronta ad approfittare delle debolezze di chi si trova di fronte.

PROPEDEUTICO

L'etimologia della parola propedeutico è da ricondursi al verbo greco προπαιδεύω  formato dal prefisso προ cioè avanti e da παιδεύω cioè istruire. Pertanto, l'aggettivo propedeutico significa letteralmente "istruire prima", in altri termini, preparare, introdurre, fornire quelle nozioni di base indispensabili ad un successivo approfondimento e sviluppo dello studio della materia cui si riferisce: ad esempio, lo studio del solfeggio è propedeutico allo studio di uno strumento musicale.

MAGAZZINO

L'etimologia della parola magazzino, come spesso per i termini che contengono la doppia "z", è certamente di derivazione araba: infatti è da ricondursi al termine  مَخزَن (máxzan), che si può tradurre come "luogo dove riporre, custodire", unione del prefisso "ma" che identifica i luoghi nella lingua araba e il verbo "chasana": consevare, ammassare.

SIMBOLO

Il termine "simbolo" deriva dall'unione del prefisso σύμ- (sym-), "insieme" con il verbo greco βάλλω (ballo) "getto”, letteralmente significa quindi "mettere insieme", unire, armonizzare; ciò ci permette subito di cogliere nella sua etimologia il significato profondo dell’unità, quasi  metafisica, tra significante e significato, idea e rappresentazione che questo termine racchiude in sé: non a caso il suo contrario è διαβάλλω (diabàllo) da cui il termine moderno “diavolo”, colui che divide per antonomasia.
In effetti, tutta la realtà che ci circonda, tutto quello con cui veniamo a contatto ogni giorno, tutto quello che pensiamo, esprimiamo, indichiamo, necessita della mediazione di simboli: che siano lettere, simboli dei suoni; numeri, simboli delle quantità; parole, simboli di concetti; immagini, simboli di idee; in tutti questi casi la mente umana ha bisogno di utilizzarli per collegare una realtà tangibile ad una puramente intellegibile.
Potremmo addirittura affermare che : “Se il Verbo è Pensiero all’interno e Parola all'esterno, e se il mondo è l’effetto della Parola divina proferita all’origine dei tempi, la natura stessa può essere presa come simbolo della realtà soprannaturale.”  (René Guenon, Simboli della Scienza sacra, Adelphi, Milano 2011, p. 22)

ECONOMIA

La parola economia deriva dall'unione delle parole greche οἴκος (oikos), "casa" e νόμος (nomos), "norma" o "legge", letteralmente significa quindi "gestione della casa".
In effetti il principio base della scienza economica è proprio il soddisfacimento dei bisogni dei membri della collettività attraverso l'utilizzo di tutti quei beni utili a questo scopo, ma non liberamente reperibili, detti appunto "beni economici".
L'economia non nasce quindi, come una certa scuola di pensiero ha cercato di proporre, come la scienza della "massimizzazione degli utili" o della "minimizzazione dei costi".
Piuttosto, con una utopistica metafora, è assimilabile all' "arte della massaia" che deve gestire al meglio le risorse della propria casa affinché tutti abbiano uno stile di vita conforme ai propri bisogni, senza far prevalere i propri fini su quelli della collettività.

MATEMATICA

L'etimologia della parola matematica deriva dal greco μάθημα (máthema) = scienza, conoscenza, apprendimento che, a sua volta, deriva dal verbo μανθάνω (manthano) = imparare.
La matematica, quindi, lungi dall'essere considerata un noioso artificio, è stata elevata fin dalle sue origini al rango di scienza per eccellenza, "scienza delle scienze".
D'altronde, lo stesso filosofo positivista Auguste Comte nella "Dottrina della scienza", non annoverò la matematica fra le scienze, non perché non fosse tale, ma perché riteneva che costituisse la metodologia di fondo di tutte le altre discipline; basti pensare alle relazioni tra certe quantità o relazioni matematiche (e, π, la serie di Fibonacci) e le leggi del nostro universo, intuite dai primi  μαθηματικός (mathematikós) greci, gli "inclini a conoscere",  e che ancor oggi sono al centro della ricerca matematica.

GIACULATORIA

L'etimologia della parola giaculatoria è da ricondursi al latino jaculum = dardo, saetta che, a sua volta, deriva dal verbo jàcere = lanciare, gettare. Si tratta di una preghiera talmente breve, quanto intensa,  rivolta a Dio o ai Santi, che, appunto, come una saetta salga immediatamente al Cielo. 

BESTEMMIA

L'etimologia della parola bestemmia è da ricondursi al greco e più precisamente a due parole: βλάπτειν (bláptein) = "ingiuriare" e φήμη o φάμα (phếmê o pháma), da cui βλασφημία (blasfemìa). Quindi, ingiuriare, offendere, calunniare,  la reputazione. In una sola parola: diffamare. La cosa più grave è che questo oltraggio viene rivolto verso la Divinità. Quindi, il bestemmiatore, o è un individuo talmente diabolico, scellerato, malvagio, irriconoscente e stupido da volersi rivoltare apertamente contro la Divinità, o è un individuo talmente superficiale da lasciarsi andare a tale abominevole pratica per pessima abitudine, oppure è un miscredente che vuole sfogare le proprie frustrazioni ricorrendo a questo empio stratagemma infischiandosene di offendere, quantomeno, i credenti che lo ascoltano. Peraltro, in Italia, la bestemmia, anche se depenalizzata, è (per fortuna, ancora oggi) sanzionata dall'art. 724 del codice penale: "Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 51 a € 309. La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti".  

AMBARADAN

L'etimologia della parola ambaradan è da attibuirsi all'arabo Amba Aradam, nome di un massiccio etiope presso il quale, nel 1936, si scontrarono gli Abissini con gli Italiani. Alcune tribù indigene, durante queste battaglie, cambiarono più volte fronte, creando caos, confusione e disordine. Da ciò, per antonomasia, un "ambaradam", poi erroneamente pronunciato "ambaradan" e scritto unendo le due parole in una, vuole significare una situazione di grande confusione e disorientamento.

UNIVERSITA'

L'etimologia della parola università deriva dal latino universitas = complesso di tutte le cose, che, a sua volta, deriva dall'aggettivo universus = tutto intero. Col termine Universitas (studiorum)  intorno all' XI secolo si sviluppo'un sistema di studio intorno alle  chiese e ai conventi europei, dove si tenevano lezioni, con letture e commento di testi filosofici e giuridici, e presso cui, docenti e studenti cominciarono a organizzarsi in corporazioni o universitates. 

PROSOPOPEA

L'etimologia della parola prosopopea deriva dal verbo greco προσωποποίεω, formato da πρόσωπον = faccia, persona e da ποιέω = fare; insomma, fare persona, personificare.
In ambito linguistico, è una figura retorica consistente nel dare parola a personaggi immaginari, a defunti, ad animali o cose. In senso figurato viene usata con accezione dispregiativa per indicare un atteggiamento esageratamente altero e sdegnoso, quasi ridicolmente arrogante e presuntuoso, come se tale altezzosità affettata sia il risultato di un eccessiva considerazione della propria persona. In parole povere, la prosopopea è il comportamento tipico dei "palloni gonfiati".... 

ATLETA

L'etimologia della parola atleta deriva senza dubbio dal greco antico ἀθλητής  (athletés, da âthlos cioè lotta, gara, competizione). L'atleta, quindi è colui che è proteso nello sforzo di superare la sfida sportiva, ma, ancora di più, nello sforzo di superare sé stesso....

AMORE

L'etimologia della parola amore risale al sanscrito kama = desiderio, passione, attrazione (vedi kama-sutra, cioè aforismi, brevi discorsi sul desiderio, sulla passione fisica). Anche il verbo amare risale alla radice indoeuropea ka da cui (c)amare cioè desiderare in maniera viscerale, in modo integrale, totale.
Un'altra interpretazione etimologica della parola amore, fa risalire il termine al verbo greco mao = desidero, da cui il latino amor da amare che indica un'attrazione esteriore, viscerale, quasi animalesca da distinguere da un'attrazione mentale, razionale, spirituale per esprimere la quale era usato il verbo diligere, cioè scegliere, desiderare come risultato di una riflessione.
Un'ulteriore e meno probabile ma curiosa ed interessante interpretazione etimologica della parola amore individua nel latino a-mors = senza morte l'origine del termine, quasi a sottolineare l'intensità senza fine di questo potentissimo sentimento. Direi, "il sentimento" per antonomasia...

CATTOLICO

L'etimologia della parola cattolico deriva dal greco ed è formata dall'unione del prefisso rafforzativo katà con il termine òlos cioè tutt'uno, tutto intero, in senso più ampio, universale. L'aggettivo che nella lingua italiana accompagna il sostantivo chiesa, potrebbe essere sostituito benissimo da quest'ultimo sinonimo, in un'ottica di ammodernamento del linguaggio a volte obsoleto se non arcaico che purtroppo la Chiesa si ostina ad usare. Personalmente, da credente, preferirei la denominazione Chiesa Universale alla denominazione Chiesa Cattolica.

PROFESSORE

L'etimologia della parola professore deriva dal verbo latino profitèri, il cui participio passato è profèssus.
Professore è colui che professa, cioè dichiara pubblicamente, insegna una disciplina, un'arte, una scienza.

ACRONIMO

L'etimologia della parola acronimo deriva dal greco antico ἄκρον, = estremità + ὄνομα, = nome. Letteralmente, parola formata dall'inizio di nomi, appunto, sigla composta dalle iniziali dei nomi che definisce.

ANEDDOTO

L'etimologia della parola aneddoto è da ricondursi al greco. E' composta da due suffissi: an-, particella negativa e da ek- cioè fuori e da dòtos cioè dato, pubblicato, divulgato. Letteralmente l'aneddoto non è altro che un racconto, un fatto non ancora venuto fuori, non ancora reso noto, non ancora diffuso. In linguaggio corrente, "una chicca", una notiziola fresca fresca.

MERETRICE

L'etimologia della parola "meretrice" è da ricondursi al latino. Merère, infatti, significa guadagnare, in senso più esteso, vendere, commerciare. Meretrice, quindi, è la donna che guadagna vendendo se stessa, mercificando il suo corpo. Il termine,attualmente in disuso, era utilizzato per stigmatizzare chi faceva "il mestiere più antico del mondo". Peccato sia troppo semplice focalizzare l'attenzione soltanto in ambito sessuale piuttosto che riflettere sulle numerose altre forme non corporali di prostituzione, spesso molto più subdole..... che affliggono il genere umano.

BIGOTTO

L'etimologia della parola "bigotto" risale al francese bigot, come aggettivo dispregiativo dato ai Tedeschi per la loro ricorrente esclamazione bî Gott, nell'antico alto tedesco =  per Dio. Tutt'oggi utilizzato come dispregiativo per indicare chi segue in maniera esagerata pratiche religiose, dando più importanza al loro aspetto esteriore e meno al loro valore intrinseco.  

EGREGIO

L'etimologia della parola "egregio" deriva dal latino ex = fuori, fuori da + grege, ablativo di grex, gregis = gregge, letteralmente, quindi, "fuori dal gregge", " scelto dal gregge". Originariamente utilizzata  in riferimento agli antichi riti  in cui l'agnello migliore e senza difetti veniva scelto per essere sacrificato agli dei. Attualmente utilizzata, in senso figurato, come titolo di cortesia, per indicare una persona fuori dal comune, distinta dalla massa, eminente, eccellente.

MARESCIALLO

L'etimologia della parola "maresciallo" deriva dall'unione di due parole arabe: marah = cavallo e skalk = servo, letteralmente, servo del cavallo, in senso lato, addetto alla cura dei cavalli, scudiero. Altri fanno risalire l'etimologia all'alto tedesco-antico francone mahrskalk, con lo stesso significato. La parola maresciallo ha le stesse radici etimologiche della parola maniscalco, quest'ultima utilizzata in ambito civile. In ambito militare il termine maresciallo risale al dodicesimo secolo come grado militare e come dignitario dello Stato; creato da  Filippo Augusto di Francia, era concesso anche al responsabile delle scuderie reali. Inizialmente utilizzato in Italia dai Carabinieri Reali, per i "marescialli d'alloggio" fu adottato anche dal Regio Esercito in sostituzione del grado di furiere e di furiere maggiore. Fino al 1946 il grado di Maresciallo d'Italia, era al vertice dell'intera gerarchia militare, attualmente  indica il grado più alto della categoria dei sottufficiali.

ANCESTRALE

L'etimologia della parola "ancestrale" deriva dal latino antecessor = predecessore (da ante= prima e cedere=andare, in senso lato, avere il posto avanti ad altri). L'aggettivo che indica ciò che è trasmesso dai predecessori cioè dagli antenati, è carico di una sfumatura di primitiva istintività: infatti è sinonimo di primordiale, di atavico.

SPORT

L'etimologia della parola sport risale al latino deportare = uscire fuori porta, cioè uscire al di fuori delle mura della città per dedicarsi ad attività sportive. Nel XIV secolo, in Inghilterra, si diffuse il termine "disport" che, due secoli dopo, venne abbreviato in "sport", vocabolo assimilato anche dalla lingua italiana nel XIX secolo. Da ricordare il termine "diporto" che significa divertimento, svago, diletto.