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TERRORE

L'etimologia del termine terrore è da ricondursi al verbo latino terreo o terseo, che significa letteralmente fare tremare, impaurire, da cui deriva anche il verbo atterrire.
In questo verbo troviamo, quindi, la radice tras- o tars- che significa letteralmente muovere, agitare e che ritroviamo in molti termini che hanno a che fare con lo spostamento di cose o persone (trasloco, trasporto etc.) o come nel nostro caso con una turbolenza interiore provocata dalla paura.

DIETA

L'etimologia della parola dieta è da ricondursi al greco δίαιτα (diaita) =  abitudine, modo di vivere , da cui il latino diaeta. Il termine dieta, di solito, si riferisce alle abitudini alimentari. Per cui, con buona pace di chi pensa che essa consista un un periodo più o meno esteso di restrizioni alimentari, la sua etimologia mette in luce il vero significato della parola, sottolineando la continuità, l'abitudinarietà di chi segue una vera dieta che richiede costanza "sine die".
Una seconda accezione del termine dieta (molto meno diffusa) deriva dal latino dies = giorno e indica un'assemblea legislativa (come le assemblee germaniche medievali). 

ISLAMICO

L'etimologia della parola islamico deriva dall'arabo: إسلام (Islām) = totale sottomissione, totale abbandono, totale consegna  (del fedele a Dio). A sua volta, Islām deriva dalla radice aslama, congiunzione causale di salima = essere o porsi in uno stato di sicurezza, da cui deriva pure la parola salām = pace. Pertanto, l'etimologia del termine  islamico indica la condizione religiosa del fedele che attraverso la sottomissione e la resa a Dio entra in uno stato di pace e di sicurezza spirituale.

MASSACRO

L'etimologia della parola massacro è da ricondursi al francese massacre = strage, a sua volta dal francese antico macecre o macecle = macelleria. Andando ancora più indietro, ritroviamo nell'antico tedesco il termine meizan = tagliare, fendere e nel latino barbarico il termine mazacrium = strage, carneficina.
Un'altra tesi vede come origine della parola massacro, la fusione del latino sacrare = immolare agli dei col provenzale massar = colpire (da cui la parola mazza). Ultima e meno diffusa interpretazione etimologica  individua nel basso latino scaramàxus = coltello per squarciare l'origine della parola massacro che, in ogni caso, significa violenza estremamente cruenta e disumana su persone o su animali indifesi o comunque più deboli dei criminali che la perpetrano.

INVERNO

L'etimologia della parola inverno deriva dalla radice sanscrita him- = freddo, che ritroviamo nel latino hiems = inverno, freddo, gelo... o anche nel latino him-ernum (sottinteso tempus) poi divenuto hibernum ( da cui ibernazione = congelamento). Anche nel greco antico χειμών (cheimon) = freddo, inverno  troviamo  traccia di  tale radice. Inverno, quindi, significa tempo che  appartiene  (il suffisso
-ernum indica appartenenza) al freddo, stagione  gelida.

NATALE

L'etimologia del termine Natale è da ricondursi all'aggettivo latino natalis, col significato di natalizio, nel senso di "qualcosa che riguarda la nascita", che a sua volta deriva da natus, participio perfetto del verbo nascor.
Sembra più interessante, però, concentrarci sull'origine di questo verbo, che nella sua forma originaria era gnasci.
In questo ultimo lemma, infatti, riconosciamo la radice gna- (o gan-) che indica proprio la generazione e che troviamo anche in cognato o in natura o ancora nel'aggettivo greco γνήσιος (gnesios), legittimo, quasi sempre legato a figlio.

SCIOPERO

L'etimologia della parola sciopero è da ricondursi all'unione della preposizione latina ex con il verbo operare, da cui il verbo ex-operare, con il significato di "porsi al di fuori del lavoro" in cui l'accezione esclusiva è data proprio dalla preposizione ex. A partire da tale verbo, quindi, per trasformazione fonetica e semantica, si è giunti fra il XVIII e il XIX secolo al significato odierno del termine, inteso come interruzione volontaria delle attività lavorative al fine di rivendicare maggiori diritti o tutele. Lo sciopero rappresenta un'azione di protesta organizzata, in cui i lavoratori cercano di far valere i propri diritti e ottenere un cambiamento significativo. Questa forma di resistenza si caratterizza per essere un modo collettivo per esercitare il potere e influenzare il sistema. Mediante lo sciopero, si mette in discussione il rapporto tra datori di lavoro e lavoratori, evidenziando le disuguaglianze e le ingiustizie presenti nel contesto lavorativo. Infatti, Lo sciopero rappresenta un'azione di protesta organizzata, in cui i lavoratori cercano di far valere i propri diritti e ottenere un cambiamento significativo. Questa forma di resistenza si caratterizza per essere un modo collettivo per esercitare il potere e influenzare il sistema. Mediante lo sciopero, si mette in discussione il rapporto tra datori di lavoro e lavoratori, evidenziando le disuguaglianze e le ingiustizie presenti in ambito lavorativo. Uno degli aspetti più interessanti dello sciopero è la sua natura negoziale. Attraverso questa forma di protesta, i lavoratori cercano di influenzare le decisioni dei datori di lavoro e di ottenere un accordo equo per entrambe le parti coinvolte. Lo sciopero può spingere i datori di lavoro a riconsiderare le loro politiche e a prendere in considerazione le richieste dei lavoratori. In tal modo, diventa un potente strumento per instaurare un dialogo e una negoziazione efficace. Gli scioperi hanno spesso un impatto significativo sulla società e sull'economia. Le interruzioni delle attività lavorative possono causare disagi e disordini, ma allo stesso tempo possono portare a cambiamenti positivi. Lo sciopero attira l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica, mettendo in luce le problematiche dei lavoratori e spingendo la società a riflettere e ad agire per migliorare le condizioni di lavoro. Ciò può portare a riforme legislative, contrattuali o a una maggiore consapevolezza delle questioni lavorative. Le prime forme di protesta che possono essere considerate precursori dello sciopero risalgono all'antichità. In diverse culture e civiltà, i lavoratori hanno cercato di far valere i propri diritti attraverso azioni collettive, come il boicottaggio delle attività o il ritiro del lavoro. Ad esempio, nell'antica Roma, gli schiavi potevano organizzare scioperi come forma di protesta contro le condizioni di lavoro oppressive. Durante il periodo medievale, le corporazioni dei mestieri e le gilde svolsero un ruolo importante nello sviluppo dello sciopero. Queste organizzazioni difendevano gli interessi dei loro membri e spesso organizzavano scioperi per ottenere migliori condizioni di lavoro o salari più equi. Lo sciopero era spesso accompagnato da altre forme di protesta, come le manifestazioni pubbliche o le richieste formali alle autorità locali. Nel corso del XIX secolo, con l'avvento dell'industrializzazione e la crescita del movimento operaio, lo sciopero moderno prese forma. Le fabbriche e le miniere divennero luoghi di lavoro intensivi, caratterizzati da condizioni spesso pericolose e salari bassi. I lavoratori organizzati in sindacati iniziarono a organizzare scioperi su larga scala per rivendicare migliori condizioni di lavoro, orari ridotti e salari più alti. Questi scioperi spesso coinvolgevano migliaia di lavoratori e potevano durare giorni o settimane. Nel corso del XX secolo, gli scioperi continuarono a evolversi e ad adattarsi ai cambiamenti sociali ed economici. L'adozione di nuove tecnologie e il progresso delle comunicazioni hanno reso gli scioperi più efficaci e coordinati. Sono emersi anche nuovi tipi di scioperi, come gli scioperi della fame, gli scioperi dei consumatori e gli scioperi virtuali. Inoltre, gli scioperi hanno spesso assunto un carattere internazionale, coinvolgendo lavoratori di diversi paesi per affrontare questioni globali come le disuguaglianze salariali o gli abusi nei luoghi di lavoro.

Lo sciopero politico:
Lo sciopero politico si differenzia dagli scioperi tradizionali perché non riguarda esclusivamente le condizioni di lavoro o i diritti dei lavoratori. Invece, è un'azione collettiva in cui i partecipanti cessano le proprie attività per protestare contro decisioni politiche o per richiedere cambiamenti significativi nella società. Lo scopo principale dello sciopero politico è quello di influenzare l'opinione pubblica, di mettere in luce le ingiustizie e di spingere i governi o le istituzioni a prendere provvedimenti. Lo sciopero politico può essere motivato da diverse ragioni, tra cui l'opposizione a leggi o politiche che si reputano ingiuste o discriminatorie, la richiesta di maggiori diritti civili o la protesta contro sistemi di governo autoritari. Può anche essere un mezzo per esprimere solidarietà con altre cause sociali o per richiedere l'attenzione su questioni di rilevanza globale come i cambiamenti climatici o l'uguaglianza di genere. Lo sciopero politico è un modo potente per far sentire la voce dei cittadini e per cercare di influenzare il dibattito pubblico.
Il diritto di sciopero non si tocca !

PORNOGRAFIA

L'etimologia della parola pornografia si ricollega al greco antico e precisamente a πόρνη (pòrne) = prostituta + γραφή, (graphè) = disegno, scritto, documento Pertanto, pornografia significa, letteralmente, scrivere riguardo a prostitute o rappresentare prostitute. Del resto il verbo greco περνημι (pèrnemi) significa vendere, vendersi, in senso lato, prostituirsi. In senso più ampio, per pornografia intendiamo  rappresentazioni come  films, immagini, giornali, scritti etc., il cui contenuto sia meramente sessuale/genitale ed essenzialmente finalizzato all'eccitazione dei fruitori. Diverso discorso per il "genere erotico", che a differenza di quello pornografico, pur contenendo rappresentazioni di sesso più o meno esplicite, tuttavia, può essere considerato una vera e propria forma di arte, nella misura in cui superi i limiti della rappresentazione pornografica e si ponga come fine la trasmissione ai fruitori di veri e propri contenuti artistici attraverso la scena erotica, usata appunto, come mezzo di espressione artistica.

RELIGIONE

Sull'etimologia della parola religione (in latino religio) vi sono, sinteticamente, le seguenti ipotesi:

Tesi ciceroniana - dal latino relegĕre composto dal prefisso re-  che indica frequenza + legĕre = scegliere ed in senso lato, cercare, guardare con attenzione, avere riguardo, avere cura:

« qui autem omnia quae ad cultum deorum pertinerent diligenter retractarent et tamquam relegerent, sunt dicti religiosi ex relegendo, ut elegantes ex eligendo, diligendo diligentes, ex intelligendo intelligentes; his enim in verbis omnibus inest vis legendi eadem quae in religioso.»  (Cicerone, De natura deorum ad M. Brutum liber secundus 28,72)

« coloro, invece, che diligentemente riesaminassero e, tanto quanto, osservassero tutto ciò che fosse pertinente il culto degli dei sono detti religiosi (che deriva) da relegere, come eleganti (deriva) da eligere, diligenti (deriva) da diligere, intelligenti (deriva) da intelligere; infatti, in tutte queste parole è contenuto il valore di legere, lo stesso che in religioso. »


Tesi lattanziana - dal latino religāre, composto dal prefisso re-, intensivo + ligāre =  unire insieme, legare:

« Hoc vinculo pietatis obstricti Deo et religati sumus; unde ipsa religio nomen accepit, non ut Cicero interpretatus est, a relegendo. »  (Lattanzio, Divinarum Institutionum liber IV 28,2.)

« Per questo vincolo di pietà siamo stretti e legati a Dio: onde (ossia: dall'essere legati) prese il nome la stessa religione, e non come Cicerone ha interpretato, da relegere. »


Tesi agostiniana - dal latino religĕre composto dal prefisso re-, intensivo + ēlĭgĕre = scegliere:

« Hunc eligentes vel potius religentes (amiseramus enim neglegentes)- hunc ergo religentes, unde et religio dicta perhibetur, »  (Agostino, De Civitate Dei contra paganos libri viginti duo X,3,2)

« Sceglienti Questi (ossia: Dio), anzi sceglienti di nuovo, - avevamo perduto (Dio) perché negligenti - dunque sceglienti di nuovo Questi (ossia: Dio), onde (ossia: dallo scegliere di nuovo) pure religione è detta derivata, »


In ogni caso, le tre tesi non risultano essere incompatibili tra loro, anzi, sembrano completarsi a vicenda, essendo la religione un insieme di sentimenti e di atteggiamenti di riguardo e di cura verso la divinità, ed insieme, un legame, un rapporto tra la divinità ed i religiosi, ed infine una scelta personale di fede, cioè di fiducia, di affidamento alla divinità.

FEDELTA'

L'etimologia della parola fedeltà si richiama al latino fidelitas a sua volta da fides (prima ancora feides) = fedeltà, lealtà. Dalla radice sanscrita bandh-, poi bad- e bid- ed infine fid- = legare che ritroviamo anche nel greco πιστεύω (pisteyo) = fidarsi, credere, affidarsi. Per cui, fedeltà è la qualità di essere leali e coerenti nel mantenere gli impegni presi, i legami, gli obblighi assunti.

TRADIRE/TRADIMENTO

L'etimologia della parola tradire è sicuramente latina, e segnatamente, deriva da tradĕre ( dal'unione del prefisso tra- cioè oltre + dare cioè consegnare) = consegnare (ai nemici). Quindi in origine, il tradimento era un fatto appartenente all'ambito militare. Successivamente il termine si estese anche ad altri ambiti fino ad assumere il significato odierno, conservando generalmente quel senso fortemente negativo e dispregiativo: tradire significa in genere, mancare di fedeltà, ma a seconda dell'uso, assume sfumature differenti: 

- se riferito alla vita coniugale significa essere infedeli (sessualmente);
- se riferito ad un'ideologia, un partito significa rinnegare, essere un "voltagabbana";
- se riferito ad una religione significa abiurare, essere apostata;
- se riferito al significato, all'interpretazione di un fatto significa falsare,travisare;
- se riferito allo sguardo o ad una espressione emotiva significa esprimere, svelare, far trapelare.

GRATIS

L’etimologia del termine gratis è molto semplice, infatti, esso è una voce latina pervenuta direttamente nella nostra lingua come forma sincopata di gratiis, ablativo plurale di gratia, che significa grazia, favore e che sta ad indicare qualcosa che avviene per pura benevolenza e che quindi non prevede né un pagamento, né una controprestazione.

BAR

L’etimologia del termine bar, tanto comune quanto insolita per la nostra lingua, è da ricondursi alla contrazione dell’inglese barrier, che significa letteralmente sbarra.
Considerato ciò, ci sono due possibili interpretazioni: la prima parte dal fatto che, nelle antiche osterie, l’angolo riservato alla vendita degli alcolici era separato dal resto del locale da una sbarra, che poi ha finito per indicare l’esercizio stesso; mentre la seconda ci conduce all’aggettivo inglese barred, che significa sbarrato, dal quale, sempre per contrazione, ha avuto origine l’odierno bar, inteso come luogo il cui ingresso era “sbarrato” a causa delle leggi inglesi che vietavano il consumo di bevande alcoliche.
In ogni caso il termine bar è strettamente legato al concetto di sbarra e ciò appare coerente visto che molto spesso nei banconi dei bar troviamo proprio due barre, una per le braccia e l’altra per i piedi.

ANACRONISTICO

L'etimologia della parola anacronistico è prettamente greca: infatti è riconducibile all'unione del prefisso ἀνὰ- (ana-) = prima o dopo + la parola χρόνος (chronos) = tempo. Per cui, anacronistico significa fuori tempo cioè non al passo con i tempi, non attuale, desueto.

BANALE

L'aggettivo banale trova il suo diretto corrispondente nel francese banal, che deriva dal tedesco ban e dal latino medievale bannum, cioè bando, proclama del signore.
Originariamente l'accezione del termine era, dunque, assolutamente neutra e solo con l'evolversi della lingua esso ha assunto prima il significato di un qualcosa generalmente accettato e in seguito quello odierno di mancanza di originalità.

SINTASSI

La maggior parte di noi ha sperimentato la parola sintassi a scuola, quando l'insegnante d'italiano ha rilevato qualche errore di sintassi in un nostro tema..... Sintassi è una parola di origine greca: deriva infatti dall'unione del prefisso σύν- (sun-) = con, insieme e da τάξις (taxis) a sua volta dal verbo τάσσω (tasso) = metto in ordine, schiero (da cui deriva anche la parola tattica) . Per cui sintassi significa associazione, organizzazione, posizionamento. Nella linguistica la sintassi è lo studio delle relazioni che vi sono fra la parti che compongono il periodo.

DIAVOLO

La parola diavolo deriva dal verbo greco διαβάλλω (diabàllo) che significa separare, porre barriera, porre frattura, oppure, in senso metaforico, calunniare. Ecco che viene alla luce il significato originale del termine: il diavolo è colui che crea, attraverso la menzogna, separazione, frattura e inimicizia tra uomo e Dio, tra uomo e uomo. E' colui che crea, attraverso l'inganno una frattura nell'anima del singolo individuo.

P.S.  Esatto contrario della parola diavolo è la parola simbolo a cui vi rimando invitandovi a cliccare il seguente link:   http://etimoitaliano.blogspot.com/2013/12/etimologia-della-parola-simbolo.html

ATMOSFERA

L'etimologia della parola  atmosfera  si ricollega alla radice indoeuropea  au-t  (a sua volta da ua-t  o va-t) che significa soffiare. Ritroviamo tale radice nel greco ἀτμός (atmòs) = vapore, fiato, aria, vento che insieme alla parola  σϕαῖρα (sfaira), poi in latino sphaera = palla da gioco, sfera formano la parola atmosfera cioè l'insieme dei gas che avvolgono un corpo celeste. In senso figurato la parola atmosfera è utilizzata anche per indicare la condizione pscologica, il "clima" psicologico che si crea in un ambiente. In ambito scientifico, l'atmosfera è l'unità di misura della pressione.

SETTIMANA (E GIORNI)

L'origine del termine settimana è chiarissima, infatti esso deriva dal latino septimus, che significa settimo e che indica proprio uno spazio temporale di sette giorni.

Più interessante sembra, però, studiare l'origine del nome dei giorni: infatti, ad ogni giorno era stato associato uno dei corpi celesti che, secondo Tolomeo, girava intorno alla terra.
In seguito, con dei calcoli più precisi, fu affidato ad alcuni astrologi il compito di associare ogni ora  ad un pianeta, ed in seguito di nominare ogni giorno con il pianeta che era legato alla prima ora.

Così:

Primo giorno: Lunae dies, giorno della Luna, da cui lunedì.
Secondo giorno: Martis dies, giorno di Marte, da cui martedì.
Terzo giorno: Mercurii dies, giorno di Mercurio, da cui mercoledì.
Quarto giorno: Giovis dies, giorno di Giove, da cui giovedì.
Quinto giorno: Veneris dies, giorno di Venere, da cui venerdì.
Sesto giorno: Saturni dies, giorno di Saturno.
Settimo giorno: Solis dies, giorno del Sole.

Per quanto riguarda gli ultimi due giorni della settimana, invece, dobbiamo notare come l'influenza del cristianesimo abbia prodotto notevoli cambiamenti.

Il sesto giorno, infatti, dedicato originariamente a Saturno, divenne "Sabato" dall'ebraico שבת (shabbat) che letteralmente significa riposo.
Lo shabbat era (ed è ancora) il giorno in cui gli ebrei si astenevano dal compiere qualsiasi attività, in segno di umiltà verso il Dio che, secondo la Genesi, dopo aver creato l'universo, si riposò durante il settimo giorno.

Il settimo giorno, invece, tradizionalmente dedicato al Sole, divenne il primo della settimana cristiana, la "Domenica" da Dominica dies, letteralmente giorno del signore.
Infatti, esso venne dedicato al culto cristiano, coerentemente con il racconto evangelico che racconta come la Pasqua, o meglio la risurrezione di Cristo, avvenne proprio in questo giorno.

Tuttavia, non troviamo questi cambiamenti nelle lingue di matrice anglosassone, infatti nella lingua inglese, ad esempio, gli ultimi due giorni della settimana si chiamano Saturday e Sunday, rispettivamente da Saturn, Saturno e Sun, sole, in perfetta aderenza alla tradizione romana.

PROBLEMA

L'etimologia della parola problema è da ricondursi al greco πρόβλημα (próblēma) = sporgenza, promontorio, impedimento, ostacolo dal verbo προβάλλω (probállō) = mettere davanti, che deriva, a sua volta dall'unione di προ- (pro) = innanzi + βάλλω (bállo) = mettere, gettare. Quindi problema significa letteralmente ostacolo, impedimento, situazione difficile da superare o risolvere.

EMBLEMA

L'etimologia della parola emblema si ricollega senza dubbio al greco ἔμβλημα (emblema) = cosa inserita, composto delle parole ἐν (en) = in, dentro, e βάλλω (ballo) = gettare, mettere, per cui emblema significa letteralmente "ciò che è messo dentro". In senso lato, emblema significa segno rappresentativo, simbolo o, per usare un neologismo, "logo".

DIPLOMA

L'etimologia della parola diploma è da ricondursi al greco δίπλωμα (diploma) = documento piegato in due. Nell'antichità indicava la doppia tavoletta scritta e munita di sigillo con la quale si concedeva la cittadinanza romana. Successivamente, si indicava come diploma il lasciapassare che di forniva ai messaggeri per ottenere aiuti o agevolazioni durante i viaggi, oppure si indicavano come diplomi i documenti con i quali i sovrani concedevano titoli o privilegi. Infine, furono detti diplomi i documenti che attestano il conseguimento dei titoli accademici o dei titoli di studio in genere.

PAURA

L'etimologia della parola paura è da ricondursi alla radice indoeuropea pat- che significa letteralmente percuotere ed in senso figurato incutere timore, atterrire. Da questa radice derivano poi il greco παίω (paio) = io percuoto e poi il latino pavor = paura, timore dal verbo paveo (prima ancora patveo) = sono percosso, sono abbattuto ed in senso lato, io temo, io ho paura.

SPOSA

L'etimologia della parola sposa (o sposo) si ricollega al  latino sponsa (o sponsus) participio passato del verbo spondere = promettere solennemente, giurare, a sua volta, dal greco antico σπένδω (spendo) =  fare una libagione, un brindisi, ed in senso lato, concludere un patto. Per cui, il termine sposa/o significa, originariamente e letteralmente, "definitivamente promessa/o" o "definitivamente legata/o" (al marito o alla moglie).

Piccola curiosità suppletiva:
presso gli antichi romani la "sperata" era la donna corteggiata; la "pacta" era la donna già richiesta alla propria famiglia dall'aspirante marito; la "sponsa" era la donna già obbligata; la "nupta" la donna definitivamente maritata.

MISERIA

L'etimologia della parola miseria è da ricondursi alla radice sanscrita mi- che significa distruggere, diminuire... (si ritrova anche in meno). Da questa radice, il greco μῖσος (misos) = odio, avversione e poi il latino miseria = estrema povertà, in senso lato, sciagura, afflizione, bisogno...

Piccola nota suppletiva: è interessante sapere che, ai tempi dei latini, il miser era colui il quale versava in uno stato di estrema povertà, l'inops era colui il quale era molto povero, mentre il pauper era colui il quale pur costretto ad un tenore di vita molto sobrio, tuttavia conservava un certo decoro ed una certa dignità.

LUSSO

L'etimologia di lusso è da ricondursi al latino luxus, che letteralmente significa abbondanza di vegetazione e che in seguito si è esteso per includere il senso di opulenza, di ricchezza che oggi intendiamo.
Altri la fanno risalire al greco λοξός (loxos) obliquo, piegato, attribuendo al termine una sfumatura negativa, di condanna; mentre altri ancora la rimandano alla radice sanscrita lik da cui deriva anche licere, nel senso di essere concesso. 

TERRA

L'etimologia della parola terra è molto interessante: si riconduce alla radice indoeuropea tars- = secco che ritroviamo nel sanscrito trsyami, nel greco τερσαίνω = fare seccare, nel verbo latino torrĕo = disseccare, asciugare, inaridire e, sempre in latino, nell'aggettivo sostantivato, terra (o tersa) con sottintesa la parola materia. Per cui, terra significa originariamente e letteralmente "materia asciutta" da contrapporsi alle acque che nella cosmogonia antica costituivano buona parte dell'universo.

SOFA'

L'etimologia della parola sofà si ricollega alla lingua araba e precisamente all'arabo-persiano  sofah o suffah che indica la tipica panchina posta, per riposarsi, davanti alle case. Nell'italiano odierno è utilizzato per indicare un sedile imbottito con spalliera e/o braccioli.

ORIUNDO

L'etimologia del termine oriundo è tipicamente latina: si ricollega al vebo oriri = nascere il cui participio futuro è,appunto, oriundus. Per cui oriundo sta per nativo, originario ed è utilizzato per indicare chi è nato e vive in una città o nazione ma discende da genitori o antenati trasferitisi lì dal proprio paese d’origine.

NOTTE

L'etimologia del termine notte è da ricondursi all'accusativo del latino nox, noctem dalla radice sanscrita nac- che ha il senso di sparire, anche perire (ricordiamo che il verbo latino necare significa proprio uccidere).
Dobbiamo ricordare come nei tempi più remoti la notte fosse veramente qualcosa di assoluto: il buio era totale, gli uomini non potevano far nulla, era il tempo della paura e del pericolo e non a caso le prime divinità furono associate proprio alla luce del sole che antiteticamente al buio della notte è colei che risveglia il mondo e che dona la vita.

NUORA

Il termine nuora deriva dal latino medievale nora per trasformazione fonetica del sanscrito snusha, passando dal latino classico nurus. 
Snusha infatti sarebbe composto da sunu che significa figlio (che ritroviamo anche nell'inglese son) e da sha che indica una forma di genitivo.
Il termine ci suggerisce,dunque, il forte legame che si crea tra i genitori e la moglie del loro figlio che diventa parte integrante della famiglia (ovviamente solo dopo la severa approvazione della suocera...).

MERENDA

Il termine merenda trova nel latino il suo diretto corrispondente merenda, il quale potrebbe derivare sia da meridies, mezzogiorno, proprio per indicare un pasto veloce in sostituzione del pranzo; sia dal verbo merere, meritare, intendendo la merenda come pasto concesso ai "subordinati" in seguito a particolari meriti lavorativi.
Ritroviamo, inoltre, lo stesso significato per affinità al greco μερίς (meris) che significa parte, da cui μείρομαι (meiromai) nel senso di ricevere la propria parte (di cibo).

VIZIO

L'etimologia del termine vizio è da ricondursi al latino vitium che alcuni fanno risalire al verbo vitare (schivare, evitare) intendendolo proprio come qualcosa da evitare.
Altri lo fanno risalire al tema sanscrito viet o vit che significa proprio torcere (da cui la nostra vite) e che starebbe ad indicare proprio qualcosa che devia dalla giusta via.

VIAGGIO

L'etimologia del termine viaggio è latina, infatti esso deriva dal termine viaticus, che significa ciò che riguarda la via, o dal suo neutro viaticum, che indica proprio tutto ciò che il viaggiatore portava con sé per sopravvivere durante il cammino (di fondamentale importanza vista la notoria assenza di aree di servizio lungo le vie consolari...).
Da qui, poi, per estensione il significato odierno di spostamento da un luogo all'altro.

CARTA

L'etimologia del termine carta è da ricondursi al latino charta e quindi al greco χαράσσω che ha il significato di incidere, per analogia al modo in cui, un tempo, si incidevano le lettere sulle tavolette di cera proprio come fa la penna sul foglio.
Altri fanno risalire questo vocabolo al latino quarta, intendendo la carta proprio come quarta parte di un foglio; in ogni caso le due etimologia risultano perfettamente conciliabili.

STORIA

L'origine del termine storia è greca, infatti il corrispondente latino historia deriva a sua volta dal greco ἱστορία (istoría) che significa ricerca; inoltre esso ha la stessa radice ιδ- del verbo ὁράω (orao) = vedere, ed in senso lato, conoscere, sapere ( che ritroviamo  anche nel  verbo latino v-id-eo   e nel lemma idea).
Immediatamente il termine si è allargato per racchiudere anche il risultato della stessa ricerca, per indicare in seguito anche quel tipo di conoscenza prodotta dalla memoria (da qui il duplice significato di storia come racconto e storia come insieme di fatti).

Piccola nota: la "Storia" che si studia tra i banchi di scuola dovrebbe essere propriamente chiamata storiografia, in quanto storia è letteralmente "ciò che è successo agli uomini" e non il suo studio.

AMICO

Il termine "amico" è da ricondurre direttamente al latino amicus che ha la stessa radice di amare per cui significa letteralmente "colui che si ama".
L'amore amicale è proprio quello che i greci chiamerebbero φιλία (philia), un sentimento fraterno, assolutamente disinteressato, un'affinità che edifica continuamente lo stesso rapporto e che arricchisce chi lo coltiva.
 
Una breve riflessione a proposito affidata alle parole di Dacia Maraini: "Un rapporto d'amicizia che sia fra uomini o fra donne, è sempre un rapporto d'amore. E in una carezza, in un abbraccio, in una stretta di mano a volte c'è più sensualità che nel vero e proprio atto d'amore."

SCUOLA

L'origine di scuola è latina, infatti la sua etimologia è riconducibile al termine scola (o schola) che deriva a sua volta dal greco σχολή (scholè) che, un po' sorprendentemente, significa ozio, riposo.
Con buona pace di tutti gli studenti, la scholè era proprio il tempo in cui ci si riposava dalle fatiche della vita quotidiana per dedicarsi allo studio, al ragionamento.
Per comprendere meglio quest'etimologia giova riprendere la contrapposizione, tutta latina, tra l'otium, momenti che solo pochi privilegiati potevano permettersi di dedicare a se stessi e dunque alla riflessione o allo studio, e il negotium, l'occuparsi degli affari familiari, sociali o economici.
Solo in seguito, il termine si è esteso per indicare il luogo in cui si incontrano docenti e discenti; anche se, l'accezione moderna di scuola come istituzione nasce con Carlo Magno, in particolare con la schola palatina di Aquisgrana, una delle prime scuole pubbliche del mondo.

PASSIONE

L'etimologia del termine passione è molto chiara: infatti esso è riconducibile sia al participio perfetto del verbo latino pati, passus che significa letteralmente sofferto, sia al greco πάθος  (pathos) che racchiude anch'esso il senso della sofferenza, ma indica inoltre una forte emozione.
Per tale motivo passione indica sia un momento di profonda sofferenza, ma nel suo senso più comune indica un desiderio, un trasporto dell'animo che il pensiero ha sempre contrapposto al λόγος (logos), alla ragione come le due forze polarizzanti dell'uomo.

ZAINO

L'etimologia del termine zaino è da ricondursi al tedesco arcaico zaina e quindi al gotico täinjo che indica letteralmente un cesto di vimini (zain significa proprio vimine), l'accezione moderna è quindi un' estensione di questo significato.
Piccola curiosità: alcuni fanno risalire l'origine di zaino all'italiano daino, animale la cui pelle veniva usata per creare le prime sacche, ma fortunatamente per i poveri cervidi quest'etimologia non sembra avere alcun fondamento.

FAME

L'etimologia del termine fame è da ricondursi al latino fames, il quale mostra la stessa radice di fatisci che significa letteralmente venir meno, in particolare è proprio la radice latina fa- a dare l'idea di mancanza (pensiamo anche al nostro fatiscente).  
Altri fanno risalire questo vocabolo al greco φαγῳ (phago), che significa mangiare, con l'accezione di desiderio di mangiare.

RE

L'etimologia del termine Re è da ricondursi al latino rex, che deriva sia dal verbo latino regere,  con il significato di  governare, che dal sanscrito rags con il senso di risplendere, essere illustre (troviamo analoga radice in raggio). Per cui, nella sua accezione originaria, il Re non è soltanto colui che si limita a governare ma anche "colui che risplende" che illumina la sua nazione.

CASA

L'etimologia del termine casa (per altro non comune a tutte le lingue neolatine) è da ricondursi al latino casa che letteralmente indica una capanna o più genericamente un luogo coperto; esso deriva, inoltre, dalla radice sanscrita ska che rimanda all'idea di coprire e che ritroviamo nel latino castrum (accampamento) e anche in cassis (elmo).  

FORMA

Il termine forma con la sua pluralità di accezioni e derivazioni (si pensi all'aggettivo formale o formoso o ai numerosi usi che la filosofia ne ha fatto di questo termin) ha un'origine particolarmente interessante; infatti, esso, deriva sia dal latino forma che dal greco μορφή (morphé) lemmi quasi sovrapponibili ma che presentano sfumature diverse.
Infatti, il primo trae origine dalla radice sanscrita dhar- che significa tenere, sostenere, da cui deriva anche il termine firmus, per cui forma significherebbe letteralmente "figura stabile".
La versione greca ha, invece, un'origine più composita, infatti, alla base mor- che esprime il senso del vedere, dell'apparire è stata unita la radice -fé che pare risalire dall'ebraico af, con il significato di faccia, per cui la forma sarebbe la "faccia visibile" della realtà.
Interessante è dunque la sintesi di questi due termini, il primo dei quali è legato indissolubilmente alla bellezza come visione (si pensi al latino formositas), mentre, il secondo, a ciò che colpisce direttamente lo sguardo; in ogni caso, l'origine di questo vocabolo è strettamente legata alla sensibilità del soggetto più che alla sua sfera prettamente psichico-interiore e chissà, se alla luce di questa interpretazione, la traduzione del kantiano "forme a priori" non rappresenti una leggera forzatura del significato originario del termine..... 

SESSO

L'etimologia della parola sesso viene attribuita da alcini studiosi al greco τεκοs (tèkos) = generato, procreato, a sua volta dal verbo τίκτω (tikto) = generare, procreare, produrre, (da cui deriva anche la parola ostetrica) ancora più in origine dalla radice tak- (con la mutazione della t in s). Secondo questa interpretazione etimologica l'aspetto procreativo del sesso è senz'altro evidenziato e valorizzato. 
Altri attribuiscono l'etimologia della parola sesso al greco ἕξις (exis)  = qualità, stato, condizione, poi trasformatosi in sexis.
Altri ancora vedono l'etimo di sesso nella radice latina sec- del verbo secare = tagliare, separare, in senso più lato, distinguere (il maschio dalla femmina). Queste due ultime interpretazioni, diversamente dalla prima, insistono sulla differenziazione di genere, evidenziando come il termine sesso sia intimamente legato alla dipolarizzazione femmina-maschio, yin e yang...

FELICE

L'etimologia della parola felice è da ricondursi alla radice sanscrita bhu- (poi trasformatasi in foe- o in fe- ) da cui il greco φύω (fyo) = produco, faccio essere, genero (da cui hanno origine i termini fecondo e feto) ed infine al latino foelix o felix = felice cioè fecondo, fertile, ed in senso più lato, soddisfatto, appagato...

BACIO

L'etimologia della parola bacio è alquanto incerta e non concorde. Di sicuro dal latino basium = bacio che alcuni fanno risalire al greco βαζω (bazo) = parlo oppure a βασκαίνω (baskaino) = mormorare che si ricollegano alla radice fa- o fe- di φάσκω (fasko) = dire o di φημὶ (femì) = dire, parlare.
Altri fanno risalire l'etimologia di bacio al sanscrito  ba-bhas-ti = masticare e bhes- = fregare, strofinare che potrebbe essere riconducibile al sanscrito psa-ti, la cui radice è "p-s" (p-k o b-k), lemma che significa "fare l'amore", tant'è che la già citata radice b-k indicava  insieme  gli organi sessuali maschile e femminile, quindi, concettualmente, nel momento della loro unione.
Quest'ultima interpretazione sottolinea molto bene il valore affettivo e/o sessuale del bacio...

FIGLIO

L'etimologia della parola figlio è da ricondursi alla radice sanscrita dhe- poi fe- che rappresenta l'idea di succhiare, poppare, allattarsi; da cui, in latino, il verbo fellare = succhiare ed il sostantivo filius, letteralmente, "colui che succhia il latte..."
Un'altra interpretazione vede l'origine della parola figlio nella radice sanscrita bhu-, da cui il greco φύω (fyo) = produco, faccio essere, genero. Per cui figlio, significherebbe "il generato".

FEMMINA

L'etimologia della parola femmina è da ricondursi a due possibili spiegazioni etimologiche che rimandano comunque, allo stesso concetto di fecondità procreatrice:
  1. dalla radice sanscrita dha-, successivamente in greco tha- ed in latino fa- che rimanda all'idea di allattare, per cui femmina è colei che allatta;
  2. dalla radice sanscrita bhu- da cui il greco φύω (fyo) = produco, faccio essere, genero; poi, in latino dall'unione del prefisso foe- + col suffisso participiale -mina abbiamo foemina = colei che nutre, che allatta, che genera...

MASCHIO

L'etimologia del termine maschio è da ricondursi alla radice sanscrita  ma- o man- = pensare, da cui il latino mas (genitivo maris) = maschio dal cui diminutivo masculus trae origine l'italiano maschio. Un aspetto interessante da sottolineare è che, secondo l' interpretazione etimologica, la virilità tipica del maschio, prima ancora di manifestarsi  nella forza fisica, in realtà è radicata nella capacità di pensare, di essere razionale, insomma, nella forza del pensiero ! 

COSI'

L'etimologia della parola così è da ricondursi al latino quo (abbreviazione di quomodo) + sic =  nel modo come cioè nello stesso modo, nella stessa maniera.

ALBUM

L'etimologia della parola album è da ricondursi alla radice albh- o alf- da cui il greco alphòs = bianco, e, per estensione, "superficie bianca che colpisce gli occhi" ed il latino albus = bianco. In senso lato, volume che raccoglie fotografie, francobolli, figurine o altro.

MERCATO

L'etimologia del termine mercato è da ricondursi al latino mercatus, participio perfetto del verbo mercari che letteralmente possiamo intendere come "cio che è comprato", significato che in seguito si è esteso per includere il luogo in cui avvengono gli scambi.

Approfondendo l'origine di mercari notiamo che esso deriva a sua volta dal termine mercem che si ravvicina al verbo merere considerato sia nella sua accezione più vasta di "meritare", per cui la merce sarebbe qualcosa che merita, sia nel significato originario di "spartire" per cui merce significherebbe semplicemente qualcosa da dividere. 

MACABRO

L'etimologia della parola macabro è da ricondursi al francese macabre, a sua volta, derivato dal latino Machabeum = Maccabeo riportandosi al racconto biblico dei sette fratelli Maccabei che, condannati a morte, scomparivano ad uno ad uno dalla danza rappresentativa del loro martirio. 
Un'altra possibile interpretazione etimologica riconduce il termine macabro all'arabo مقبرة (maqbara) =  tomba  o , in senso più lato, cimitero. Secondo entrambe le interpretazioni, macabro è sinonimo di tetro, orrendo, spaventoso, raccapricciante, orripilante, lugubre...

CRISALIDE

L'etimologia della parola crisalide è da ricondursi al greco  χρυσός (chrusòs) = oro, a sua volta, dalla radice sanscrita ghr- o ghar- , poi  hr- o har- che rappresenta l'idea di risplendere o di ardere. Letteralmente crisalide significa cosa che splende, brilla, rifulge. Col termine crisalide le scienze naturali indicano i lepidotteri durante lo stato intermedio di metamorfosi da verme in farfalla a causa del colore dorato dei bozzolo che racchiude la larva. 

NOME

L'etimologia del termine nome non è molto chiara, esso presenta, infatti, la stessa radice in quasi tutte le lingue indoeuropee, non permettendo di avanzare delle ipotesi precise sulla sua origine.
Analizzando più da vicino il corrispondente greco e latino di nome possiamo, però, cogliere alcune sfumature di questo interessante lemma.
La ricerca delle origini di ὄνομα (onoma) trova risonanza negli scritti dello stesso Platone il quale ipotizza addirittura che esso derivi dalla contrazione di un'intera proposizione "ou hou masma estin" che significa "ente di cui si fa ricerca", interpretazione curiosa ma screditata dalla diffusione indoeuropea e non solo ellenica della radice nomn-. 
Per quanto riguarda nomen, invece, è interessante notare l'assonanza con numen, termine latino utilizzato per definire in generale la potenza divina immanente in tutta la realtà.

A modesto parere di chi scrive, è più rilevante capire la fonte dell'interesse per l'origine di questo termine che trovare una risposta scientifica.
Dare un nome alla realtà è un atto qualificante della stessa esperienza umana, significa identificare ciò che abbiamo davanti, quasi crearlo e, non a caso, ai nostri meccanismi mentali basta anche solo il nome di un oggetto o meglio ancora di un soggetto per capire di cosa/chi si parli a prescindere dal soggetto stesso del pensiero (ad esempio se penso ad una penna, non devo per forza avere in mente una specifica penna, ma basta il nome per capire che è un oggetto che serve per scrivere, fatto in un certo modo ... e l'esempio si presta ancora meglio se prendiamo in considerazione un nome proprio).
Da questo punto di vista dovrebbe essere più chiaro il riferimento alla traduzione latina, infatti, quando gli antichi si sono trovati di fronte alla necessità di identificare la potenza divina l'hanno semplicemente e sorprendentemente chiamata "nome", mostrando una profonda comprensione della potenza creativa di questa semplice parola, che esprime un concetto talmente vasto, dal quale è quasi impossibile non essere affascinati, ma che probabilmente non sarà destinato ad essere spiegato del tutto.

FARE

L'etimologia della parola fare è da ricondursi alla radice sanscrita dha- che significa, appunto, fare. In sanscrito il gruppo dh-  non è insolito si trasformi in fa- da cui appunto  il verbo latino facere.
Un'altra ipotesi etimologica individua l'origine della parola fare nel greco φύω (fyo) = produrre, fare riconducibile alla radice sanscrita bhu-, poi phu- ed infine fu- = fare.

FABBRO

L'etimologia della parola fabbro è da ricondursi al latino faber dal verbo facere = fare. Pertanto, il termine fabbro, in origine, col significato generico di colui che fa, colui che lavora, in seguito, ha assunto il significato peculiare di maestro della lavorazione del ferro e dei metalli in genere.

CREARE

L'etimologia della parola creare è da ricondursi alla radice sanscrita kar- = fare, infatti, sempre in sanscrito, kar-tr  è  il creatore cioè "colui che fa dal nulla". Ritroviamo una simile radice nello zendo in cui kere = fare e nel greco in cui κραίνω (kraino) significa fare, compiere, realizzare. La stessa etimologia vale per parole che derivano da creare, come creatore, creatività, creazione, creatura, etc...

CIABATTA

L'etimologia della parola ciabatta è da ricondursi al basso latino sapa o zapa probabilmente derivato dall'influenza dell'arabo sabat = calzatura o dal persiano ciabat. Altri fanno derivare la parola ciabatta dal sabato ebraico, lo "Shabbat", giorno della settimana in cui  si indossavano delle calzature comode, senza chiusura intorno alle caviglie, da cui i termini dialettali milanesi "sciavatt" = ciabatta e "sciavattin" = ciabattino. Nell'uso contemporaneo ciabatta è sinonimo di pianella, calzatura aperta,particolarmente comoda, da utilizzare in casa o a mare.  

ESOSO

L'etimologia della parola esoso è da ricondursi al latino exsosus lemma formato dalla particella ex- (come  rafforzativo) e da -osus = odiato (participio passato di odi = odiare). Per cui, esoso, originariamente sinonimo da attribuire a qualcuno o a qualcosa particolarmente odiosi, nell'uso contemporaneo corrente, è impiegato come sinonimo di caro, eccessivo, esagerato, in riferimento ad un costo o a un prezzo, oppure è sinonimo di avido, se riferito a persona.

EMOZIONE

L'etimologia della parola emozione è da ricondursi al latino emovère (ex = fuori + movere = muovere) letteralmente portare fuori, smuovere, in senso più lato, scuotere, agitare. Per cui l'emozione, altro non è se non un'agitazione, uno scuotimento, una vibrazione dell'animo...

ODIO

L'etimologia della parola odio sembra potersi ricondurre alla radice indoeuropea vadh-, poi uad-, poi od- che si ritrova nel sanscrito avadhit = colpire, ferire, da cui il greco ὠθέω (otheo) = respingere, ed infine, al latino odium. Per cui, odio significa essenzialmente repulsione, rifiuto, allontanamento...
Un'altra ipotesi plausibile sembra essere quella che riconduce la parola odio alla radice ad- da cui il latino edo = mangio, per cui l'odio è da intendersi come un rodimento intimo...
Entrambe le interpretazioni etimologiche mettono in luce l'estrema negatività di questo sentimento, nel primo caso evidenziandone la forza distruttiva verso l'esterno, mentre, nel secondo caso, quella autodistruttiva.

SIGNORE

L'etimologia della parola signore è da ricondursi al latino senior = il più anziano (comparativo di senex = anziano). Utilizzato, più che per sottolineare l'età anagrafica, per evidenziare l'autorevolezza, l'autorità, il potere, la ricchezza non solo materiale ma anche la nobiltà d'animo, la cortesia dei modi, la raffinatezza d'animo, (evidentemente gli antichi associavano tutte queste qualità all'età senile) il termine Signore può essere usato come sinonimo di Dio, il "Signore" per antonomasia (in questo caso, il "Signore" equivale all' "Onnipotente"); oppure, veniva usato, in epoca medievale, per indicare il nobile che esercitava il potere su un determinato territorio; oppure, ancora, nel linguaggio dei nostri tempi, signore viene utilizzato per indicare un uomo adulto, o è un titolo rispettoso che si rivolge ad un uomo col quale non si ha confidenza; infine, come già accennato, signore indica una persona gentile, cortese, raffinata, sinceramente rispettosa del prossimo, nobile d'animo e di modi. 
Piccola considerazione finale in riferimento a quest'ultima  accezione: in epoca contemporanea, signore (o signora) è il titolo più inflazionato al mondo poiché, indistintamente, non fosse altro che per mera (ed un po' ipocrita) cortesia, non si nega a nessuno; forse, questa consuetudine, appunto perché gratuita, comporta il fatto che al titolo di "signore" è data scarsa importanza  e vi è un ben maggiore apprezzamento di altri titoli, apparentemente più altisonanti. Non dimentichiamo che, se è vero che non tutti i signori sono dottori, ingegneri, architetti, avvocati, magistrati, generali ammiragli, onorevoli, senatori, presidenti, sovrani etc., è altrettanto vero (ed un po' più grave) che non tutti i dottori, gli ingegneri, gli architetti, gli avvocati, i magistrati, i generali, gli ammiragli, gli onorevoli, i senatori, i presidenti, i sovrani, sono dei "signori"....

IDEA

L'etimologia della parola idea è da ricondursi al greco antico e precisamente nella radice -ἶδ (-id) che ritroviamo nella forma verbale ε-ἶδ-ον (eidon), aoristo del verbo ὁράω (orao = vedere), e nel latino v-id-ere. Il concetto di idea, quindi, è strettamente legato a quello di visione, di immagine, di rappresentazione mentale che può corrispondere od un oggetto o ad una realtà esteriore, oppure può essere anticipatrice, intuitrice di una realtà esteriore (come nel caso delle scoperte o delle invenzioni) o, ancora, può essere di pura fantasia. In tutti i casi, essa è espressione di quella straordinaria capacità umana di pensare, di essere coscienti ed autocoscienti.

PENSIERO

L'etimologia di quella che è considerata la più alta e qualificante attività umana è sorprendente, infatti, il termine pensiero deriva dal latino pensum che, nel suo senso proprio, indicava la quantità di lana pesata attribuita alle filatrici di epoca romana e, solo nel suo senso più esteso, una generica questione su cui meditare o riflettere.
E' interessante e tuttavia non sorprendente (visti i retroterra culturali e filosofici) notare come la concezione "latino-occidentale" del pensiero abbia un'origine fondamentalmente pratica e manuale, mentre la vicina civiltà greca aveva sviluppato e radicato, già a partire dai poemi di Omero, il concetto ben più strutturato di νοῦς (noûs) più legato alla percezione puramente intellettuale e immediata della realtà da parte del soggetto pensante.

NATURALE

L'etimologia della parola naturale è da ricondursi alla radice nat- del latino natura che con l'aggiunta del suffisso -urus diventa naturus, (participio futuro del verbo nasci = nascere) cioè ciò che sta per generare, in altri termini, la forza creatrice dell'universo. Pertanto, naturale da naturalis, indica, in senso stretto, ciò che attiene a questa capacità di generare, di causare. In senso più ampio, è sinonimo di spontaneo, normale, logico.

NORMALE

L'etimologia della parola normale è da ricondursi al latino norma, sostantivo che indica la squadra (detta anche regola), lo strumento utile a misurare gli angoli retti, da cui normalis = perpendicolare, retto. Pertanto, si deduce come l'idea di normalità richiama quella di rettitudine, di esattezza, di regolarità. Ha come sinonimi abituale, comune,consueto, logico, giusto, equo. In medicina è sinonimo di sano, naturale. 

CLANDESTINO

L'etimologia della parola clandestino è da ricondursi al latino clamdestinus ottenuto da clam = di nascosto (dalla radice kal- da cui il latino arcaico càlim o càlam) + dies = giorno, per cui clandestino è colui il quale si nasconde al giorno, si occulta, si cela. Notare come  la stessa radice kal- o cal- si ritrova nei verbi occultare e celare).

VITA

L'etimologia della parola vita è da ricondursi alla radice ariana giv- ed, in particolare, al sanscrito g'ivathas = vita, dove la g' aspirata è stata sostituita dalla v nel latino arcaico vivita che, a sua volta, si è contratta nel latino vita.

COMUNQUE

L'etimologia della parola comunque è, senza dubbio, da ricondursi all'avverbio latino quomodocumque = in ogni modo, in qualsiasi maniera, a sua volta formato da quomodo = come + cumque (unquam) = talvolta, qualche volta. Negli ultimi tempi, è usato o meglio abusato come intercalare del linguaggio parlato degli adolescenti e dei giovani.

PAPA

L'etimologia della parola papa è da ricondursi al  latino papa a sua volta dal greco πάπας (papas) cioè padre, papà, in senso familiare ed affettuoso.  
Il titolo di Papa (o abba , da cui abate)  fu usato nei primi secoli del cristianesimo per denominare  in genere il clero, ma soprattutto i vescovi: ancora oggi il Patriarca copto di Alessandria d’Egitto è chiamato Papa. Successivamente, intorno al secolo IX-X divenne titolo esclusivo del vescovo di Roma: il padre per eccellenza, per antonomasia.
Appaiono meno attendibili e posticce le interpretazioni che vedono nella parola papa gli acronimi di Petri Apostoli Potestatem Accipiens (colui che prende il potere dell'apostolo Pietro) oppure di Pater Patrum (padre dei padri).

PURE

L'etimologia della parola pure è da ricondursi al latino pure, avverbio che significa puramente, semplicemente, perfettamente. Attualmente, pure ha perso il suo valore prettamente affermativo e rafforzativo per essere utilizzato come sinonimo di anche: io pure = anch'io.

SACRO

L'etimologia della parola sacro è da ricondursi al latino sacer (forma arcaica sakros), la cui radice si ritrova all’accadico (lingua o insieme di lingue dell'area semitica, ormai estinte)  saqāru (“invocare la divinità”), sakāru (“sbarrare, interdire”) e saqru (elevato). Simili radici come sac-, sak-, sag- troviamo nell'indoeuropeo col  significato  di  aderire, attaccarsi  (alla divinità).  D'altro  canto,  nel sanscrito il verbo sac-ate significa seguire, accompagnare ed, in senso più ampio, adorare. Pertanto, il termine sacro rappresenta al contempo, da un lato, l'unione con l'ambito del divino, normalmente interdetto a quello del profano, dall'altro la separazione (appunto la "santità", in senso etimologico) del sacro dal profano. Da notare che il simbolo della CROCE è formato dall'intersezione della sfera del sacro (linea verticale) con quella del profano (linea orizzontale) che si incontrano in un unico Punto....che per noi Cristiani è Gesù Cristo.

(Vedi anche l'etimologia di SANTO)

ZERO

L'erimologia della parola zero è da ricondursi al sanscrito śūnyá = vuoto, zero, da cui deriva l'arabo  صفر (sifr) = nulla, zero da cui, a sua volta per adattamento, il latino medievale zèphyrum ed infine il veneziano zevero onde l'italiano zero. Da notare che la parola cifra, in arabo  صفر (sifr), ha la stessa identica origine etimologica della parola zero. Interessante altresì sottolineare che, nel sistema di numerazione posizionale decimale, lo zero, che usato da solo indica il vuoto, il nulla, in modalità posizionale, è usato per saltare una posizione e dare il valore appropriato alle cifre che lo precedono o lo seguono: 107 = 7 unità + 0 (nessuna) decina + 1 centinaio.